27 maggio 2020
Aggiornato 01:00

Thyssen, imputati tedeschi non rispondono, corte nomina interprete

Avevano dichiarato difficoltà a comprendere lingua italiana

TORINO - Harald Espehnahn e Gerard Priegnitz, i due dirigenti della ThyssenKrupp, imputati a Torino per il rogo che nel dicembre 2007 uccise sette operai, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ai giudici in aula motivando la scelta con l'impossibilità di esprimersi e comprendere bene la lingua italiana, entrambi hanno letto una breve dichiarazione, in italiano stentato con forte accento tedesco, che spiegava la loro difficoltà e poi hanno annunciato che avrebbero in futuro presentato memorie scritte. La corte ha sospeso l'udienza e poco dopo ha deciso la nomina di un interprete aggiornando l'udienza al 4 novembre.

Priegnitz, spiega il legale dei due dirigenti tedeschi Ezio Audisio, non conosce affatto la lingua italiana e vive all'estero; Espehnahn vive in Italia ed è tuttora amministratore della società ma nel suo contesto lavorativo usa l'inglese e ha appreso della lingua italiana «nozioni elementari ma assolutamente inadeguate a rispondere con precisione e competenza ad un esame che è sicuramente tecnico e di tale di complessità e lunghezza come richiede un processo in cui sono imputati. Quindi hanno concluso di non essere in grado di rispondere all'esame e si sono così riservati di rendere dichiarazioni spontanee nel corso del processo tramite una memoria scritta, scritta in tedesco tradotta in italiano e letta in italiano».

Già dalla prima udienza l'avvocato aveva chiesto l'interprete ma l'istanza era sempre stata respinta dalla corte sulla base di atti depositati dall'accusa dove i due imputati risultavano conoscere la lingua italiana. L'istanza dell'interprete era stata rinnovata e rifiutata, per l'ultima volta in ordine di tempo, ieri.

«Loro hanno letto la dichiarazione perchè costretti, nella precedente udienza la corte ha detto ancora no all'istanza di un interprete», spiega Audisio ad Apcom, ma dopo la lettura della dichiarazione la corte ha cambiato idea, «ha preso atto della difficoltà e ha disposto la nomina di un interprete. Ho apprezzato questa decisione. La corte ha avuto l'onestà di rivedere la precedente decisione. Quindi da ora in poi entrambi i miei assistiti potranno rispondere in aula con l'assistenza di un interprete che tradurrà sia domanda che risposta». La prossima udienza è fissata per il 4 novembre.