3 dicembre 2020
Aggiornato 17:30
La questione oriundi

Amauri: se Prandelli chiama rispondo di cuore

L'attaccante brasiliano della Juventus: «Pago le tasse qui da dieci anni e sono cittadino italiano»

ROMA - Amauri è pronto a vestire la maglia della nazionale italiana. L'attaccante brasiliano della Juventus è tornato sulla questione nel corso di un'intervista a Sky Sport 24 dicendosi sicuro di avere ogni diritto di difendere la casacca azzurra in caso di convocazione da parte del Ct Cesare Prandelli. «Sono dieci anni che vivo qui, sono dieci anni che pago le tasse qui», ha detto il centravanti della Juventus, «ho pagato più tasse qua che dove sono nato, io mi sento un cittadino italiano e se ci sarà la convocazione io risponderò da cittadino italiano».

RISPONDERÒ DI CUORE - Nella passata stagione il nome di Amauri era stato più volte avvicinato alla nazionale azzurra in vista dei Mondiali, ma a complicare la sua possibile convocazione furono le lungaggini nell'ottenimento del passaporto. «Un pò la questione del passaporto mi ha influenzato», ha ammesso Amauri, «anche perché qualsiasi cosa era per il passaporto che non arrivava, oppure sulla convocazione meritata o non meritata. Quest'anno non avrò questo problema, sono italiano, ho detto tanti anni fa quello che pensavo e vale ancora, ho il passaporto. Se arriverà la chiamata risponderò di cuore. Se non arriverà io voglio comunque continuare a fare il mio lavoro, vado avanti per la mia strada».