15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
II trimestre 2010

Piemonte, la produzione industriale aumenta dell’11,6%

Elettricità ed elettronica, chimica e tessile i protagonisti della ripresa. Dardanello: «Il Piemonte continua a crescere, in tutti i settori e in tutte le province»

TORINO - La crisi che aveva investito il comparto manifatturiero dalla fine del 2008 sembra finalmente aver allentato la morsa. Se già all’inizio del 2010 era avvenuta l’attesa inversione di tendenza, nel periodo aprile-giugno prosegue la ripresa: il tessuto produttivo locale mette così a segno due trimestri consecutivi di crescita.
Nel periodo aprile-giugno 2010, la variazione tendenziale grezza della produzione industriale sullo stesso trimestre dell’anno precedente è stata, infatti, di +11,6 punti percentuale, risultato migliore rispetto a quello registrato a livello nazionale (+9,0%). Tale incremento va tuttavia valutato con cautela - come già segnalato a proposito della dinamica del I trimestre - dal momento che la variazione è misurata rispetto al periodo aprile-giugno 2009, momento in cui il sistema produttivo regionale si trovava ancora nella fase più complessa della crisi.
La performance del tessuto manifatturiero regionale si associa ai risultati incoraggianti sul fronte degli altri indicatori congiunturali: gli ordinativi provenienti dal mercato interno crescono del 5,9% rispetto al trimestre precedente e quelli da oltre confine registrano un aumento del 15,8%. Anche il fatturato appare in crescita: le imprese manifatturiere piemontesi, infatti, registrano mediamente un incremento del fatturato del 12,5% rispetto al periodo aprile-giugno del 2009.

Questi sono alcuni dei risultati emersi dalla 155ª «Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera» realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nei mesi di luglio e agosto 2010 con riferimento ai dati del periodo aprile-giugno 2010, e ha coinvolto 1.034 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 98.156 addetti e un valore pari a 38,3 miliardi di euro di fatturato.

DARDANELLO - «Il Piemonte continua a crescere, in tutti i settori e in tutte le province, confermando i dati positivi del commercio estero regionale - commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte -. La ‘macchina Piemonte’ si è rimessa in moto, trainata dalle buone performance dell’export, e sta percorrendo la strada giusta: ha fiducia in se stessa e nelle proprie capacità. Gli imprenditori, infatti, credono che produzione e ordinativi continueranno ad aumentare per tutto l'anno, facendoci sperare in una ripresa che dovrebbe partire con più decisione nei prossimi trimestri».

La performance del sistema produttivo locale trae origine dai buoni risultati concretizzati in tutti i settori dell’economia regionale. I comparti di elettricità ed elettronica (+22,6%) e di chimica, gomma e plastica (+22,3%) registrano, per il secondo trimestre consecutivo, incrementi della produzione industriale ben al di sopra della media regionale. Si rileva, inoltre, la prosecuzione del trend positivo iniziato nel periodo gennaio-marzo 2010 per la filiera del tessile e abbigliamento, con una crescita del 17,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Si registrano incrementi superiori alla media regionale anche per i metalli e prodotti in metallo (+16,9%) e per la meccanica (+12,4%), mentre è più contenuta la crescita dell’output nel settore alimentare (+3,0%). Il comparto dei mezzi di trasporto, a conferma della ripresa avviata a fine 2009, realizza un nuovo incremento della produzione industriale (+1,5%), anche se di intensità minore rispetto a quello messo a segno nel I trimestre dell’anno.

A livello territoriale, si rilevano buone performance in tutte le province. Biella concretizza il risultato migliore, registrando un incremento del 24,7%; anche il Verbano Cusio Ossola (+19,1%), Novara (+18,2%), Vercelli (+13,0%) e Asti (+12,5%) realizzano aumenti tendenziali della produzione industriale superiori alla media regionale.
In provincia di Torino (+11,7%), l’aumento dell’output prodotto è in linea con la media regionale, mentre risultano meno sostenute le crescite del tessuto manifatturiero nelle province di Cuneo (+6,6%) e Alessandria (+3,2%).

L’INDICE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE
A partire dal 2006, Unioncamere Piemonte, in conformità con la metodologia adottata dall’Istat, calcola un numero indice della produzione industriale piemontese con base anno 2000=100 al quale è stata applicata una correzione per giorni lavorativi e un procedimento standard di destagionalizzazione (con il software Tramo-Seats).
Nel II trimestre 2010, l’indice grezzo della produzione industriale con base anno 2000=100 è stato pari a 86,3 con un aumento, come evidenziato in precedenza, dell’11,6% rispetto al II trimestre del 2009, periodo in cui la flessione della produzione era stata particolarmente sostenuta.
L’indice della produzione corretto per giorni lavorativi (86,9) ha registrato una crescita dell’11,0% (i giorni lavorati sono stati 63 contro i 62 del II trimestre 2009), mentre l’indice della produzione destagionalizzato è stato pari a 82,3, concretizzando un aumento di 2,4 punti percentuale rispetto al periodo gennaio-marzo 2010.

LE PROSPETTIVE FUTURE
La fiducia ritrovata dagli imprenditori piemontesi all’inizio del 2010 è divenuta più solida nel II trimestre dell’anno. Se nel I trimestre gli ottimisti erano tornati a prevalere sui pessimisti relativamente alle previsioni a breve termine per i principali indicatori congiunturali, nel II trimestre le aspettative degli imprenditori delineano per il semestre luglio-dicembre del 2010 sono ulteriormente migliorate. L’unico fronte sul quale sembrano permanere alcune difficoltà è quello dell’occupazione.
Il 35% degli imprenditori intervistati dichiara di aspettarsi, per il semestre luglio-dicembre del 2010, una nuova crescita della produzione industriale, mentre solo il 20% ne prospetta una flessione, generando un saldo di opinione positivo per 15 punti percentuale, a fronte dello scarto di 12 punti percentuale registrato a inizio 2010.

L’ottimismo prevale anche nelle previsioni relative alla domanda interna ed estera. 29 imprenditori su 100 sono ottimisiti sugli ordinativi interni, contro un 22% che prevede, invece, un calo nel semestre conclusivo dell’anno: il saldo di opinione risulta, così, positivo per 7 punti percentuale, stabile rispetto al I trimestre 2010. Sul fronte della domanda estera, il saldo tra ottimisti e pessimisti avanza, invece, di 2 punti rispetto al I trimestre, con un 30% di imprenditori che si aspetta un nuovo incremento degli ordinativi da oltre confine e un 17% che ne prospetta una flessione.
Il pessimismo continua a prevalere nelle previsioni sull’occupazione, prevista in aumento solo dall’8% degli intervistati: 14 imprenditori su 100 ne indicano un nuovo arretramento, mentre il 78% propende per una stazionarietà dei livelli occupazionali nel semestre luglio-dicembre 2010.