2 luglio 2020
Aggiornato 11:30
Caso Calciopoli

Scudetto 2006, botta e risposta Agnelli - Moratti

Il Presidente della Juventus: «Scudetto degli onesti? No, dei prescritti». La replica del presidente nerazzurro: «Vada in vacanza»

ROMA - «Lo scudetto degli onesti? No, al più è lo scudetto dei prescritti». Stangata di Andrea Agnelli, presidente della Juventus, che parla del titolo 2005-2006 tolto alla squadra bianconera e assegnato all'Inter dopo il caso Calciopoli. Il numero uno della Vecchia Signora continua: «Lo scudetto 2005-06 lo abbiamo vinto sul campo, con la bellezza di 91 punti. Qualcun altro, invece, se l'è visto recapitare con un atto amministrativo».

Agnelli ha convocato una conferenza stampa a Roma per sviluppare l'esito del Consiglio federale del 18 luglio: «La Juventus è abituata a giocare le partite in campo. La partita oggi si gioca qui a Roma e quindi questo è il luogo più adatto per comunicare le nostre strategie dopo la 'non decisione' del Consiglio federale del 18 luglio», ha aggiunto, alludendo alla riunione del consiglio federale che doveva decidere sull'eventuale revoca dello scudetto del 2006.
«La società ha confidato sin dal 2006 nella giustizia sportiva pagando a carissimo prezzo - continua il numero uno bianconero -. Sono poi emersi alcuni fatti nuovi, principalmente dal processo di Napoli, che sono stati elaborati dal procuratore della Figc, Stefano Palazzi. C'è stata una disparità di trattamento totale e per noi questo è inaccettabile. Il sistema che nel 2006 ha lapidato la Juventus ora si scopre incompetente. Da parte nostra siamo estremamente favorevoli ad un dialogo che permetta di procedere. Però la condizione essenziale è arrivare al dialogo con la parità di trattamento».

Moratti: «Agnelli vada in vacanza» - Botta e risposta. Dopo la stilettata di Andrea Agnelli secondo cui «lo Scudetto del 2006 non è un titolo degli onesti, bensì dei prescritti», la risposta del presidente dell'Inter Massimo Moratti non si è fatta attendere. «Non c'è niente da commentare - dice lasciando gli uffici della Saras -.
Spero soltanto che prima o poi Agnelli vada in vacanza. Così si rilassa». Semplice e coinciso, il numero uno dei nerazzurri non pare aver digerito la battuta del presidente della Juventus sul titolo del 2006, oggetto della contesa fra le due società.

Abete: «Agnelli? Mi preoccupa di più il crollo in borsa» - «Ho visto una buona Italia, che ha giocato a calcio contro i campioni del mondo, e si è mostrata motivata e compatta. C'è da essere soddisfatti». Il presidente della Figc Giancarlo Abete, intervistato da RaiSport nell'intervallo di Italia-Spagna, commenta così la prima metà di gioco dell'amichevole di Bari. Ma subito gli viene chiesto delle dichiarazioni fatte oggi dal presidente della Juve Andrea Agnelli, deciso ad andare fino in fondo, rivolgendosi alla giustizia ordinaria, nella vicenda dello scudetto del 2006. «Ho rispetto per le decisioni che assume il club - dice Abete - ma oggi sono concentrato sulla partita della Nazionale, come presidente della Figc. Certo la conferenza stampa di Agnelli era 'annunciata', visto che già prima della decisione del 18 luglio si era manifestata da parte della società la voglia di andare avanti». «Come cittadino - aggiunge il presidente della federcalcio - sono più preoccupato per la situazione economica ed il crollo in borsa, e quindi per il futuro, che impegnato a guardare sempre con lo specchietto retrovisore».