13 novembre 2019
Aggiornato 08:30
Il valore delle esportazioni ha raggiunto i 19,2 miliardi di euro

Esportazioni piemontesi: +14,7% nei primi 6 mesi del 2011

Buone le performance di metalli e tessile-abbigliamento, mentre tra le province spicca Alessandria

TORINO - Nei primi 6 mesi del 2011, il valore delle esportazioni piemontesi ha raggiunto i 19,2 miliardi di euro, registrando un incremento del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2010, con una performance lievemente inferiore rispetto alla media nazionale (+15,8%). Valutando le singole variazioni trimestrali, si evidenzia come alla crescita del 16,2% del I trimestre sia seguito un aumento più contenuto (+13,3%) nel periodo aprile-giugno.
A livello italiano, nel I semestre 2011 l’aumento delle esportazioni ha coinvolto tutte le ripartizioni territoriali, risultando più intenso per l’Italia insulare (+20,8%), mentre le regioni nord-occidentali (+15,5%) nord-orientali (+15,4%) e meridionali (+15,3%) si collocano in linea con la media nazionale, seguite da un’ Italia centrale il cui export (+14,7%) risulta lievemente inferiore al dato complessivo italiano.
Tra le principali regioni esportatrici, l’Emilia-Romagna continua a detenere il ritmo di crescita dell’export più sostenuto (+17,0%), seguita da Lombardia (+15,3% rispetto al I semestre 2010) e Veneto (+14,0%). Il Piemonte si consolida, quindi, in quarta posizione tra le regioni esportatrici, con una quota del 10,2% dell’export nazionale.

«Nei primi 6 mesi del 2011, le imprese piemontesi hanno saputo sfruttare le importanti chances dei mercati internazionali, con una variazione positiva di quasi quindici punti percentuale rispetto ad un anno fa. Grazie a diciotto mesi di crescita sostenuta dell’export, il valore delle merci esportate dal Piemonte raggiunge il livello pre-crisi del I semestre 2008 - commenta Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere Piemonte -. In un contesto nazionale e internazionale così fragile, le nostre merci e le nostre aziende continuano ad essere messe a dura prova da più parti, ma la qualità e l’innovazione che le caratterizzano ci permettono, nonostante tutto, di continuare ad essere orgogliosamente protagonisti e sopratutto ancora credibili sui mercati esteri. L'ultimo baluardo - che mantiene alta l'autorevolezza delle nostre regioni in tutto il mondo - sembra essere rimasto quello delle nostre produzioni 'made in', riconosciute come eccellenze indiscusse in tutto il mondo».

La crescita delle esportazioni ha interessato tutti i principali comparti. Il settore dei mezzi di trasporto, che genera poco meno di un quarto dell’export complessivo, ha realizzato l’incremento più contenuto (+2,7%), frutto delle dinamiche contrapposte dei componenti autoveicolari (+11,1%) e degli autoveicoli (-10,9%). I macchinari e apparecchi, secondo comparto in ordine di importanza per l’export regionale, concretizzano un aumento delle vendite all’estero pari al 15,3%. Il settore dei metalli e prodotti in metallo continua a registrare la performance migliore (+25,8%), seguito dai prodotti tessili e dell’abbigliamento (+18,5%). Meno sostenuta, infine, la crescita dell’export di prodotti alimentari e bevande (+11,0%), settore che ha risentito meno della crisi internazionale.
Per quanto riguarda i mercati di sbocco delle merci piemontesi, il bacino dell’Ue 27 ha attratto il 63,0% dell’export regionale, contro il 37,0% dei mercati extracomunitari. La crescita è risultata più intensa per le esportazioni dirette ai partner extra-Ue 27 (+18,6%), e meno sostenuta per quelle destinate ai Paesi Ue (+12,5%).
Il dettaglio territoriale mostra come la provincia di Alessandria abbia messo a segno la performance migliore (+32,8%), seguita da Biella (+19,2%). Si collocano lievemente al di sopra della media regionale le variazioni dell’export registrate per le province di Novara (+14,9%) e Cuneo (+14,9%), mentre il Verbano Cusio Ossola (+12,5%), Vercelli (+12,5%), Torino (+10,7%) e Asti (+9,2%) concretizzano incrementi più contenuti.