13 agosto 2020
Aggiornato 13:30
Dopo il trionfo in campionato

Abete gela la Juventus: Gli scudetti sono 28

Il Presidente della FIGC: Le tre stelle classiche sulla maglia sono impossibili, disegni «creativi» da valutare. Campionato travagliato, dal contratto a Morosini al calcioscommesse, serve serenità

MILANO - «Gli scudetti della Juventus sono 28, sanciti da un organo di giustizia sportiva operante presso il Coni, e come ha detto anche Blatter nella sua lettera di complimenti che ha fatto alla Juve». Lo ha dichiarato il presidente della Figc, Giancarlo Abete, commentando il trionfo dei bianconeri che hanno festeggiato il titolo in uno Juventus Stadium in cui campeggiava il tricolore con tanto di numero 30 e tre stelle. «La giustizia sostanziale ognuno pensa di averla al proprio interno - prosegue Abete -. La giustizia sportiva ha preso delle decisioni che vanno rispettate, non è una trattativa tra tifosi. Le regole vanno rispettate al di là del cuore e del sentimento, gli scudetti sono 28. Capisco i sentimenti soprattutto di quei giocatori che sono andati in Serie B e hanno poi ripreso un percorso».

Tre stelle classiche impossibili, disegni «creativi» da valutare - Il numero uno della Figc commenta anche l'eventualità che la Juventus indossi il prossimo anno la maglia con tre stelle: «La terza stella classica collegata al fatto che ogni dieci scudetti ce n'è una, non è possibile. Se saranno individuate altre soluzioni, legate al sogno o al disegno saranno valutate da chi di dovere, ma le tre stelle classiche non possono essere messe. Il problema è che non ci sia una situazione che colleghi la stella a quella che è la dimensione ufficiale, sarà una valutazione della Juve, vedremo cosa deciderà di fare. Poi Lega e Federazione faranno le loro riflessioni».

Campionato travagliato - «I verdetti sono sacrosanti, è stato un campionato affascinante e travagliato». Il campionato di serie A è finito ed è tempo di bilanci per il presidente della Figc Giancarlo Abete. «Il torneo è cominciato in salita per il mancato accordo sul contratto - afferma il numero uno della Federcalcio ai microfoni di Radio Anch'io lo Sport su RadioUno -, è stato scosso dalla morte di Piermario Morosini, che ha ricordato a tutti le priorità sulla tutela della salute e poi ci sono i valori tecnici emersi che sono interessanti, anche se a livello di ranking dobbiamo ancora recuperare, soprattutto lavorando sui vivai». I problemi sul contratto collettivo dei calciatori potrebbero riproporsi in vista del nuovo campionato: «I segnali sono incoraggianti - assicura Abete -, non si devono ripetere le situazioni dell'inizio di questa stagione, adesso ci concentreremo anche su questo obiettivo. Il nostro calcio ha bisogno di serenità».

Abete fa il punto sul calcioscommesse: «Palazzi svolge il suo ruolo di Pm e deferisce - spiega il numero uno della Figc - poi verificheremo le valutazioni della Disciplinare, Corte di Giustizia Federale ed eventualmente organi del Coni. Tra domani e dopodomani arriveranno i documenti relativi alle inchieste della procura diBarie ci saranno nuovi deferimenti dopo quelli relativi alla procura di Cremona».