13 novembre 2019
Aggiornato 08:00
Impresa & Territorio

Piemonte, «una storia lunga 150 anni»

Centocinquanta anni fa - il 6 luglio 1862 - il primo Parlamento unitario emanava la legge che istituiva «una rete di Camere di commercio estesa su tutto il territorio nazionale». Quella rete negli anni si è irrobustita, fino a diventare il sostegno a un edificio ideale: «la casa delle imprese» che oggi ospita più di 6 milioni di aziende

TORINO - Centocinquanta anni fa - il 6 luglio 1862 - il primo Parlamento unitario emanava la legge che istituiva «una rete di Camere di commercio estesa su tutto il territorio nazionale». Quella rete negli anni si è irrobustita, fino a diventare il sostegno a un edificio ideale: «la casa delle imprese» che oggi ospita più di 6 milioni di aziende.

In questo secolo e mezzo – anche attraverso le Camere di commercio – i protagonisti del mondo economico hanno concorso in modo determinante a costruire l’Italia di oggi. Imprenditrici e imprenditori che in tutti questi anni si sono impegnati duramente, mettendosi in gioco in prima persona per conservare tradizioni produttive antiche e ricercare modi sempre nuovi per portarle sul mercato. Con la flessibilità, con l’innovazione, con la qualità. Ma soprattutto con quella fiducia nel mercato e nei valori dell’impresa.

Partendo da queste premesse, Unioncamere Piemonte – in collaborazione con l’Agenzia Ansa – ha voluto raccontare i cambiamenti nella vita economica, sociale, artistica e culturale della regione all’interno del libro fotografico «Una storia lunga 150 anni».
Alla presentazione sono intervenuti il Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello, il Direttore dell’Agenzia Ansa Luigi Contu e il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.

«Il nostro Paese sta vivendo un passaggio storico certamente difficile, fatto di tante incognite ma anche di grandi aspettative di cambiamento. Di disillusioni dolorose ma anche di una diffusa riscoperta d’identità nazionale positiva. I passaggi difficili della storia non hanno però mai spaventato gli italiani in quest’ultimo secolo e mezzo. Anzi. Ogni volta che il campanello ha suonato annunciando sacrifici, i nostri nonni e i nostri padri hanno risposto nell’unico modo possibile: mettendo da parte le divisioni, ritrovandosi uniti verso un obiettivo comune e rimboccandosi le maniche per raggiungerlo - ha commentato il Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello -. Nonostante le grandi difficoltà in cui si trovano a operare, i nostri imprenditori continuano a tenere sui mercati internazionali, a trovare nuove occasioni per espandersi e presidiare meglio scenari altamente competitivi».

150 ANNI DI IMPRESE
Tra il 1861 e il 2011 la popolazione residente in Piemonte è aumentata del 58%. Il censimento del 1861 contava 2.815.671 residenti in Piemonte. Nel 2011 la popolazione residente in Piemonte è pari a 4.457.335 unità.

Nel 1861 l’agricoltura convogliava oltre l’80% della popolazione attiva, l’industria circa il 12%, i servizi il 7% (economia prevalentemente agricola); nel 1931, nel pieno del processo di industrializzazione, la quota dell’agricoltura era scesa al 46%, quella dell’industria era salita al 33%, quella dei servizi al 21%. Nel 2001, nel pieno del processo di terziarizzazione dell’economia, la quota dei servizi ha raggiunto il 56%, quella dell’industria è scesa al 39%. L’agricoltura pesa meno del 5%.

Nel 1951, primo anno per cui sono disponibili i dati relativi alla ripartizione settoriale del valore aggiunto, l’agricoltura produceva quasi il 10% del valore aggiunto piemontese, l’industria quasi il 60%, i servizi il 32%. Oggi l’assetto dell’economia piemontese è profondamente mutato: i servizi producono oltre il 70% della ricchezza, l’industria non supera il 30% e il contributo dell’agricoltura è fermo all’1% circa.

Tra il 1951 e il 2001 (ultimo anno per cui sono disponibili i dati censuari) il numero di unità locali presenti in Piemonte è quasi raddoppiato, mentre il numero di addetti è cresciuto solo del 40%. Nell’ultimo decennio la crescita del tessuto imprenditoriale è risultata meno intensa (il numero di unità locali sono, infatti, aumentate solo del 7% tra il 2001 e il 2011). Ad oggi contiamo circa 464mila imprese registrate in Piemonte, 558mila unità locali.