14 maggio 2021
Aggiornato 11:30
Calcio | Serie A

Allegri e Buffon: «La Juve non è in crisi»

Domani bianconeri di scena ad Empoli: «Vogliamo andare lontano e si può anche passare attraverso a una settimana in cui lasci per strada dei punti. I numeri dicono che fino alla fine del campionato per vincere devi segnare almeno 60 gol e con i numeri per adesso ci siamo».

TORINO - Vietato parlare di crisi in casa Juventus. Alla vigilia della trasferta di Empoli Massimiliano Allegri rigetta al mittente le negatività. «Quando perdi una gara - dice - c'è sempre aria di crisi dall'esterno, ma non c'è da parlarne adesso. Abbiamo perso immeritatamente, in una partita in cui il Genoa ha giocato di cuore. In tre partite abbiamo creato molto e realizzato poco, questo non è un alibi ma una constatazione». Qualcuno pensa che la Juve non ha più fame: «Chiacchiere da bar. Rispetto chi scrive ma non è detto che io abbia la stessa opinione. Fino a domani siamo in testa al campionato e poi vediamo. Vogliamo andare lontano e si può anche passare attraverso a una settimana in cui lasci per strada dei punti. I numeri dicono che fino alla fine del campionato per vincere devi segnare almeno 60 gol e con i numeri per adesso ci siamo».

TEVEZ A RIPOSO - La Juve non va e inevitabili sono i paragoni con Conte: «Arrivando qui sapevo che sarebbe successo. Finchè non dà noia farli, io non posso farci niente. Tevez? ha fatto fino ad adesso 6 gol in 9 partite. Quando ne fa meno uno solitamente ne fa più un altro, quando fanno gol anche i difensori è ancora meglio poi. Domani potrebbe anche riposare».

BUFFON FISSA GLI OBIETTIVI - «Possiamo puntare a rivincere il campionato, mentre in Champions League possiamo arrivare almeno ai quarti». Gigi Buffon risponde così ai tifosi su Twitter il giorno dopo la sconfitta con il Genoa. «In Europa siamo differenti? In Europa ci manca la sicurezza che abbiamo in campionato. Dobbiamo trovarla anche lì. Darei 200 delle mie 500 gare con la Juventus pur di vincere la Champions». Il trionfo più bello? «Direi lo scudetto del 2002, arrivato in quel modo così inatteso, all'ultima giornata». Quanto al rimpianto per i campioni della Juve con i quali avrebbe voluto giocare dice: «Zinedine Zidane, un campione assoluto».