15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Fiera di San Savino

Si apre ufficialmente «l'era Galletto»

Nuovo staff alla redini dell'associazione Festa e Fiera di San Savino. «Non facciamo una festa per divertirci ma per dare nuova forza al territorio».

IVREA – Con lo slogan: «Io sostengo la mia festa», il nuovo staff di direzione mette i paletti per il futuro della patronale di San Savino, che vuole diventare un'evento dalla partecipazione «diffusa»: dai commercianti, alle associazioni, dal Comune ai semplici cittadini tutti sono chiamati a sentirsi fieri di essere eporediesi. Si parte con la campagna di tesseramento di massa già lanciata dal nuovo presindente Renzo Galletto – quello che in molti ricordano per aver trasformato, come dice lui stesso, Montalto Dora da «un paese del cavolo ad un cavolo di paese!» grazie all'omonima sagra.

Nella conferenza stampa di presentazione di oggi, Galletto e i suoi, alla presenza anche del sindaco Della Pepa, hanno chiarito proprio l'importanza di un'impostazione condivisa: «Questa è una festa che unisce fede, turismo ed identità di un territorio - spiega Galletto - può diventare un vero prodotto per il rilancio del Canavese. Ai bei tempi dell'industria qui di turismo non si poteva neanche parlare, ma ora le cose sono cambiate, ci sono luoghi in cui con manifestazioni simili alla nostra si riesce ad agganciare un pubblico importante, anche da fuori. A questo dobbiamo puntare, abbiamo la cultura del cavallo, abbiamo tanti comuni limitrofi che possono portare nei giorni di San Savino ad Ivrea le loro iniziative, e promuoverle, un po' come si fa ad Asti per la 'Sagra delle sagre', abbiamo la storia e la città. Dobbiamo solo imparare ad usare al meglio le nostre carte e perfezionare l'accoglienza».

Un appello all'unione, dunque, e tanti progetti: i giorni di festa saranno 5, dal giovedì con il passaggio dei ceri tra i priori, al martedì seguente. Centrali restano gli appuntamenti legati ai cavalli, dalla fiera alla sfilata. In più ci saranno un concerto speciale al teatro Giacosa della filarmonica cittadina e un conferenza su turismo e cultura del cavallo. Ivrea da questo punto di vista è seconda a poche realtà in Italia, la sua cultura delle redini lunghe è apprezzata e studiata anche fuori dai confini nazionali. La sfilata di cavalli e carrozze negli anni è diventata un appuntamento imperdibile, per il numero e la qualità degli attacchi, ed anche per la sontuosità di costumi d'epoca e carrozze: «È una festa di popolo e di cavalli. In città ci sono circoli ippici di rilievo, maestri sellai di fama mondiale e una ditta che esporta che ferri di cavallo all'estero – si infervora Galletto – in capo a tre anni voglio vedere i cavalli di Ivrea in Europa, vorrei vederli sfilare a Vienna».

Chissà, se l'unione fa la forza tutto è possibile. Intanto si torna ai problemi di oggi, e ci si toglie pure qualche sassolino dalle scarpe. Da Comune e nuovi vertici di direzione si rimarca che gli organizzatori di San Savino non siano cambiati: «L'associazione Festa e Fiera di San Savino è e rimane l'organo organizzativo, ma al suo interno le cariche sociali possono cambiare, ed ora la presidenza va a Galletto» sottolineano. Poco spazio «per i perché e per come» che nei gironi scorsi tanto hanno fatto chiacchierare, e intanto tornano in sella anche Gli Amis ad Piassa dla Granaja che riprendono a collaborare dopo lo stop dello scorso anno.

Si esamina anche la questione economica: soldi pubblici non ce ne sono più, l'assessore alle manifestazioni Giovanna Strobbia puntualizza che dal Comune arriveranno solo i 10mila euro di copertura dei fuochi d'artificio della domenica sera, per altro finanziati da Ca.ri.ge., e Renzo Galletto guarda ad un finanziamento, anch'esso, «diffuso»: «Preferisco tanti piccoli finanziatori ad uno di grande entità, sono meno condizionanti. Ci rivolgeremo a tutta la città ed al territorio, cercheremo fondi anche da aziende e istituti bancari, ma non disdegnamo affatto l'idea del supporto indiretto: niente soldi ma offerta di servizi grautiti, e non dimentichiamo il preziosissimo aiuto dei volontari».

Si vedrà, il programma definitivo sarà pronto in giugno, a festa terminata si terrà un'assemblea pubblica per la trasparenza dei conti, in mezzo i cinque giorni di San Savino ai primi di luglio, quindi come a detto il sindaco Della Pepa «arvedzì a giobia».