7 aprile 2020
Aggiornato 21:30
Occupazione

L3 Holding si aggiudica De Tomaso

Piano industriale, nuove assunzioni e forse un nuovo stabilimento. 800 i dipendenti in mobilità a Torino, tra questi molti canavesani.

GRUGLIASCO - Alla fine la carrozzeria De Tomaso è andata nelle mani, pare affidabili, di una cordata svizzero-lussemburghese, che si è aggiudicata la casa automobilistica all'asta per 2milioni e 50mila euro.

Gli altri due contendenti, la cinese Ideal Time Venture e la cordata italiana Eos, hanno gettato la spugna, i professionisti nostrani dopo pochi rilanci, i cinesi hanno tenuto duro ma senza spuntarla. Meglio così per gli 800 dipendenti di Torino e i 100 di stanza a Livorno, perché il gruppo cinese puntava solamente al marchio e pareva chiaro fin dall'inizio che non avrebbe investito un solo yuan negli stabilimenti italiani. Diverso il caso di L3 Holding, partecipata di Polaroid e di Lotus, che ha presentato un piano industriale, con 360 assunzioni tra il 2017 e il 2021, e una produzione stimata di 4.500 auto sportive l'anno. De Tomaso torna in pista, e non è da escludere la costruzione di un nuovo stabilimento che potrebbe sostituire quello di Grugliasco, non proprio all'avanguardia.

Soddisfazione da parte del presidente delle Regione Sergio Chiamparino e del segretario generale della Fiom torinese Federico Bellono, che accoglie la soluzione come «la meno peggio». De Tomaso, era finita in fallimento nel 2012 con l'arresto dell'imprenditore Gian Mario Rossignolo per truffa ai danni dello stato. Un triste epilogo per il primo ritentato rilancio del marchio di auto sportive, avvenuto con l'acquisizione da parte di Rossignolo degli stabilimenti ex Pininfarina. Attualmente dalla débâcle di De Tomaso sono sortiti 800 dipendenti in mobilità per lo stabilimento di Grugliasco e 100 nelle stesse condizioni nella sede di Livorno. I licenziamenti sono scattati a fine 2014, a ruota, sono arrivate le prime manifestazioni di interesse, svincolate dalla «zavorra» di 900 addetti da riassorbire. La nuova gestione parla di 360 assunzioni, quindi un rientro non a pieno regime, ma che comunque lascia un po' di speranza, anche se secondo le tute blu piemontesi i tempi messi in campo dalla holding svizzero-lussemburghese sono troppo lunghi.