16 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Mangiare fuori

Un classico della ristorazione Canavesana, il Tre Re di Castellamonte

In un intreccio di storie di terra e di cultura nella cittadina delle ceramiche, senza farsi mancare l'occasione per riscoprire il tradizionale Tre Re, gestito con successo da un gruppo di giovani e brillanti ristoratori
Un tavolo apparecchiato elegantemente davanti al caminetto

Un tavolo apparecchiato elegantemente davanti al caminetto (© )

CASTELLAMONTE - La lunga storia di questa località adagiata a forma di ferro di cavallo ai piedi della collina si è sempre intrecciata con la proficua -un tempo- lavorazione e produzione della ceramica e delle stufe fatte del medesimo materiale, spesso riprodotte rifacendosi a modelli settecenteschi che fanno ancora parte di alcune dimore Sabaude della zona, come il Castello di Agliè per esempio. Oltre alle stufe, note anche le originali statuine antropomorfe ...  «Narra un'antica leggenda che se al tramonto si sorride alle montagne, i pitociu diventano animati e vagano per il paese, e potrai vedere le zampo-te correre felici nei prati».

Sotto Pasqua non mancheranno le preparazioni più tipiche del periodo

Sotto Pasqua non mancheranno le preparazioni più tipiche del periodo (© )

CERAMICA E CUCINA - Il legame tra cucina e ceramica si concretizzò anche con la produzione di stoviglie chiamate tofeja, perfette per cuocere un piatto tipico di qui, e cioè i fagioli con le cotiche, ma andato fuori moda e fuori dai menù di alcuni prestigiosi ristoranti del circondario. In questo quadro non poteva mancare l'albergo ristorante di riferimento, appunto il Tre Re, meta di migliaia di buongustai lungo uno storia e una fama viva già dal dopoguerra, ma che pescherebbe le sue profonde origini leggendarie addirittura dai tempi in cui Federico Barbarossa avrebbe sostato qui con le reliquie dei Re Magi prima di rientrare ad Aquisgrana, e di qui il nome dell'albergo.

La battuta di carne cruda

La battuta di carne cruda (© )

PRIMA DI TUTTO LA TRADIZIONE - Difendere e privilegiare i prodotti del territorio è sempre stata una priorità per chi ha gestito negli anni questo albergo ristorante, e lo è ancor di più oggi, perché tutto ciò che è disponibile a chilometro zero e qui valorizzato, a partire dai prodotti lavorati come i salumi artigianali della zona e i formaggi della Val Chiusella, il mais rosso, il riso del Canavese, le carni bianche e rosse, e poi i vini, a partire dall'Erbaluce.

Ravioli del plin declinati in versione vegetariana

Ravioli del plin declinati in versione vegetariana (© )

A MENÙ O ALLA CARTA - Sono diverse le soluzioni da cercare intorno a piatti comunque legatissimi alla tradizione, serviti nelle eleganti sale al piano terreno, ma al piano di sopra sono a disposizione anche saloni, ugualmente curati nell'arredo e nel "cadre", perfetti fer festeggiare eventi o ricorrenze, e pure sei camere completano il lotto di servizi offerti a un prezzo congruo e coerente al contesto. Insomma, una buona soluzione anche per festeggiare le prossime festività Pasquali.

Le golose fragole zuccherate

Le golose fragole zuccherate (© )

PAUSA PRANZO - Il mordi e fuggi è purtroppo diventato una normalità nelle abitudini di viaggia per lavoro, ma anche per turismo, e quindi per venire incontro anche a queste mutazioni negli usi di questo tempo un piccolo menù a 18 euro è stato inserito per l'ora di pranzo in settimana, ovviamente più semplice di quelli gastronomici, e a fianco della solida carta, che stagionalmente non farà mancare nulla di quanto ci si possa aspettare dalla cucina di queste parti e cioè il vitello tonnato, i peperoni arrostiti in bagna cauda, l'insalata di carne cruda, e poi gli agnolotti, i risotti, la fonduta, la tofeja e di secondo grande spazio alle carni piemontesi, o dell'immancabile finanziera.

I tipici amaretti morbidi serviti sulla carta da forno

I tipici amaretti morbidi serviti sulla carta da forno (© )

GLI AMARETTI - Certo, molto buone le pesche ripiene e cotte al forno, le fragole fresche laccate, il tortino al cioccolato e tutto quanto ci deve essere per chiudere alla grande un pranzo, ma immancabili saranno gli amaretti morbidi, autentica istituzione di questo luogo del gusto, e dove anche la carta dei vini stupirà per originalità e varietà, fuori dalle banalità e dai sentieri più battuti