26 settembre 2020
Aggiornato 07:30
Ambiente

Bocciati i due progetti di Prodena e Edison

Stop dal Servizio Risorse Idriche alla due centrali idroelettriche, pareri negativi per l'impatto sulla stabilità del ponte sulla Dora e per la sicurezza idraulica. Vittoria di Legambiente.

QUASSOLO – Sul territorio del Comune non si farà nessuna nuova centrale idroelettrica. Lo dice il Servizio Risorse Idriche della Città Metropolitana di Torino, che in conferenza dei servizi ha cassato in via definitiva i due progetti presentati da Prodena ed Edison.

Le motivazioni rimandano, per Prodena, alla incompatibilità del progetto con la stabilità del ponte sulla Dora, che rischia di crollare a causa delle opere necessarie alla costruzione della centrale. Il progetto Edison, invece, ha avuto parere negativo da parte dell’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) con motivazioni relative alla sicurezza idraulica, in quanto il progetto contribuisce «ad incrementare il fenomeno di canalizzazione cui è soggetto il tratto fluviale in esame».

Dei due progetti bocciati, il primo risale al 2011, firmato da Prodena aveva il sostengo dell'amministrazione, a seguire arrivarono due proposte concorrenti, da Edison e Italbrevetti, quest'ultimo si ritirò dopo la richiesta di espletare la Vas (Valutazione d'impatto ambientale), mentre Edison ha proseguito l'iter. Lo stop ha evitato di andare a rimpolpare la già lunga serie di centrali presenti sull’asta della Dora Baltea a nord di Ivrea, in tutto 7 impianti funzionanti.

Legambiente, che negli ultimi anni ha lavorato sul caso Quassolo, ha rilevato questa ed altre criticità, ad esempio questa porzione di fiume, oltre ad essere già troppo sfruttata, presenta una derivazione che sottrae notevole quantità di acqua, inoltre l'associazione avanza anche alcune perplessità sul deflusso minimo vitale delle centrali già esistenti. Una bella vittoria quindi per il Circolo Baltea: «Ovviamente può non essere finita qui: le aziende possono presentare nuovi progetti, oppure potrebbero presentare ricorsi. Crediamo però che ormai si stia consolidando presso gli Enti preposti alle autorizzazioni di nuove centrali idroelettriche un approccio più sensibile alle problematiche ambientali. Quella che manca, ancora una volta, è la politica – commentano gli attivisti - l'energia idroelettrica svolge un ruolo importante nella produzione da fonti rinnovabili nel nostro Paese nella direzione della riduzione delle emissioni di CO2, ma oggi occorre cambiare completamente il sistema degli incentivi e le regole per valutare l'impatto degli impianti idroelettrici per garantire la tutela dei fiumi, degli ecosistemi e della biodiversità».

E la battaglia su questo fronte prosegue: «Se la bocciatura delle due centrali di Quassolo è un atto che giudichiamo positivo per la salvaguardia della Dora Baltea, restano però le preoccupazioni per gli altri progetti che sono ancora aperti ed in particolare per la centrale idroelettrica proposta da Idropadana ai piedi del Crist ad Ivrea».