28 ottobre 2020
Aggiornato 01:30
UNESCO

«Ivrea Città industriale del XX° secolo» la candidatura a Parigi nel 2016

Dopo il seminario del 23 e 24 marzo l'iter del dossier procede. A settembre al ministero dei Beni Culturali l'anno prossimo al giudizio definitivo.

IVREA – Il seminario di lunedì e martedì scorsi alla Officine H ha suggellato la presentazione della candidatura di Ivrea: è ufficiale il dossier sarà portato alla valutazione conclusiva nel febbraio dell'anno prossimo a Parigi. Per cominciare tutta la documentazione, compresi gli atti della due giorni appena conclusa, in settembre partiranno per Roma, dove verranno presentati al ministero dei Beni Culturali, che si occuperà di formalizzare la candidatura.

Durante il seminario è stata ribadito da più parti il valore pionieristico dell'idea alla base di «Ivrea Città industriale del XX secolo», che prende le mosse dall'altissima concentrazione di progetti urbani e di architetture per la produzione e la collettività che qui si addensano tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, traccia della riflessione che Adriano Olivetti compie sui temi della produzione industriale e dell’organizzazione – anche sociale – del territorio.

Il dossier che verrà presentato a Roma e poi a Parigi si distingue perché coniuga l’attenzione per il patrimonio industriale con quello per l’architettura moderna del «Secolo breve», entrambe categorie sottorappresentate nella lista del patrimonio mondiale e assenti nella lista italiana in particolare.

Ivrea come unicum, insomma, tra i siti dell'Unesco, rappresentativa in quanto pone l’attenzione su un ampio patrimonio architettonico frutto dello scambio continuo tra culture tecniche che trovano nel loro rapporto con l’industria un nuovo ricco terreno di progetto: in trent’anni le diverse generazioni di architetti e planner che si sono confrontati a Ivrea con le questioni sollevate dall’industrializzazione, hanno declinato in modo autonomo i temi della modernità, sperimentando linguaggi architettonici e tecniche urbanistiche in un contesto caratterizzato da una cultura industriale avanzata e originale.

Un tesoro che non va perso né dimenticato, anzi che va tramutato in motore per lo sviluppo del territorio, come ha voluto sottolineare il sindaco Carlo Della Pepa durante il suo intervento. Una posizione che ha visto d'accordo tutti i relatori, da Maria Grazia Bellisario, funzionaria del ministero dei Beni Culturali, a Rocco Curto, direttore del dipartimento di design del Politecnico di Torino fino a Matthieu Knibbler, artefice dell'ingresso tra i siti Unesco della fabbrica Van Nelle di Rotterdam.