18 agosto 2019
Aggiornato 03:30
Sanità

Due mozioni per l'ospedale, ma in Consiglio manca il tempo per discuterle

Dopo la cordata Lista dei Cittadini - 5 Stelle - Viviamo Ivrea, chiedono attenzione al caso anche Pd e Ivrea più bella. «Speculazione» accusa il consigliere Tognoli.

IVREA - «Non speculiamo sull'ospedale» il monito viene da Alberto Tognoli, capogruppo di Lista dei Cittadini e Progetto per Ivrea, che in firma congiunta con Francesco Comotto di Viviamo Ivrea e Pierre Blasotta del Movimento 5 Stelle, ha presentato al vaglio del Consiglio una mozione in cui si invitano «sindaco e giunta ad impegnarsi ad appoggiare ogni iniziativa, meglio se popolare, che rivendichi il dovere dello Stato e della Regione verso il nostro territorio per salvare i servizi fondamentali forniti dall'ospedale di Ivrea». Così si legge nel documento, che porta la data del 24 febbraio, è rimasto in stand-by alla fine dell'ultima seduta per sostanziale mancanza di tempo utile alla discussione, con disappunto di cittadini e comitati popolari che si battono per la salvaguardia dell'ospedale e più nello specifico per il reparto di oncologia.

La parola «speculazione» arriva però, in seguito alla presentazione di un secondo documento proprio durante il consiglio del 31 marzo: una nuova mozione in materia, questa volta firmata Pd, voluta da Erna Restivo con Matteo Olivetti di Ivrea più bella. Una mossa che secondo Tognoli sa di propaganda: «Sino al giorno 23 marzo, quindi a quasi un mese dalla mia presentazione, il Pd pensava ben di più alle proprie beghe interne che non ai problemi dell'oncologia di Ivrea. Poi è successo che l'articolo comparso proprio quel giorno sulla Sentinella, con l'annuncio di oltre 4.000 firme raccolte sull'emergenza, ha indotto i pidiessini a buttarsi sulla mozione, che è stata distribuita solo durante il Consiglio Comunale. È evidente che, come è poi accaduto, l'obiettivo era solo quello di non lasciare nelle mani di un Consigliere di minoranza un argomento così sentito dal pubblico e dagli elettori».

Polemiche di attribuzioni a parte, il nodo ospedale resta da sciogliere e nessuno dei due documenti è stato ancora ufficialmente preso in mano. Scotta soprattutto il tema oncologia, salito alla ribalta popolare con un'ampia raccolta di firme e un comitato che sollecita un incontro pubblico in Ivrea con l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta. Duro sul posticipo di discussione Loris Rossi - tra i promotori del salvataggio di oncologia - che sulla su pagina Facebook a termine consiglio scrive così: «Dopo due ore di discussione, prima per le interrogazioni, poi per le mozioni, ho scoperto che era scaduto il tempo per queste e che le mozioni su oncologia, con altre venivano rimandate ad un prossimo Consiglio. Mi dispiace ma dobbiamo continuare a lavorare solo con le nostre forze, e grazie a chi di voi che continuate a farlo».

Resta la preoccupazione rispetto alla perdita dei 12 posti letto di degenza e allo smantellamento di un reparto complesso e dotato di professionisti altamente specializzati, «i malati dovranno andare tutti a Torino?» Si chiedono i firmatari Tognoli, Comotto, Blasotta... e non solo loro.