16 novembre 2019
Aggiornato 00:30
Bilanci comunali

Ivrea, in Comune meno debiti e un avanzo di 8,5 milioni di euro

Lo dice il bilancio consuntivo 2014, l'indebitamento è sceso a 18 milioni di euro. IMU, TASI, TARI e Irpef portano in cassa quasi 19 milioni, per una pressione fiscale pro capite di 800 euro.

IVREA – Un bell'avanzo di bilancio per il Comune di Ivrea a chiusura di 2014. è da vedere come e quando si potrà usare. La Giunta guidata dal sindaco Carlo Della Pepa ha approvato nei giorni scorsi un consuntivo che chiude con un segno «+» a quota 10.305.035,29 euro, con un fondo finale di cassa che supera gli 8,5 milioni di euro. E proprio quest'ultimo dato è un passe-partout per capire lo stato delle finanze del Comune: perché disporre di un fondi di cassa adeguati significa sostanzialmente due cose, primo poter pagare le prestazioni ricevute senza dover ricorrere all'anticipazione di tesoreria, che genera costi in più, secondo e non meno importante poter pagare rispettando i tempi medi imposti dalla legge, per la gioia di chi con l'amministrazione pubblica ci lavora.

Scendendo un po' nel complesso dettaglio dei numeri del rendiconto 2014, si vede che il Comune nell'anno passato ha impiegato nelle spese di funzionamento necessarie per erogare i servizi alla comunità circa 25,5 milioni di euro, tutti coperti – comunque – visto che le cosiddette entrate di parte corrente hanno superato i 28 milioni, di cui quasi 19 sono da riferire alle entrate di natura tributaria. In pole position nella lunga lista delle tasse, in ordine di importanza: IMU con circa 6 milioni di incasso, TARI con 4,941 milioni, Irpef a quota 2,956 milioni e a ruota TASI con 2,184 milioni. Da segnalare i quasi 17 milioni di euro ricavati dal recupero di evasioni tributi. Detto questo, facendo una semplice divisione ne sortisce che la pressione fiscale a carico di ogni cittadino è di 800 euro.

Vediamo ora come sono stati spesi i 25,5 milioni di cui sopra, i maggiori investimenti riguardano i servizi istituzionali (più di 6 milioni di euro per i «fondamentali» come ufficio tecnico, anagrafe, sistemi informatici, tribunale e procura, polizia, protezione civile, nettezza urbana, istruzione, illuminazione, cimiteri), seguiti da tutela del territorio e ambiente (quasi 5 milioni di euro), politiche sociali (quasi 3 milioni) e istruzione (circa 2,6 milioni). Per destinazione le due fette più grandi vanno in acquisti di beni e servizi e pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici impiegati nell'erogazione.

Sul piano dell'indebitamento, nonostante la diminuzione dei trasferimenti dallo stato, il Comune è riuscito a scendere dal 2010 al 2014 di 5,6 milioni di euro, passando da 23,668 milioni agli attuali 18,038. Tutta da verificare, invece, la possibilità di utilizzo del tesoretto di avanzo accumulato: come si sa il Governo impone regole ferree in materia, che danno più di un grattacapo ai sindaci italiani. In ultimo, due cifre sui servizi a domanda individuale, per gli asili nido si è raggiunta una copertura del 58%, copertura del 93% per le mense scolastiche, del 63% per gli impianti sportivi, dell'81% per i servizi pre e post scuola.