7 aprile 2020
Aggiornato 23:30
Grandi vini

Raffinati e longevi: sono i vini rossi di Carema

Da vecchie viti di Nebbiolo, tra Ivrea e la Valle d'Aosta nasce un grande vino rosso da invecchiamento. Ferrando a Ivrea e la Cooperativa dei Produttori di Carema sono le due etichette più rappresentative di questa DOC nata nel 1967.

CAREMA - Sono solo 17 gli ettari vitati di nebbiolo che rendono possibile la vinificazione di questo nobile vino piemontese, che non teme confronti con tutti gli altri nebbiolo nordici, dalle Colline Novaresi, quelle Biellesi, fino alla Valtellina. Il Carema Doc nasce sulle rocce moreniche al confine con la Val d’Aosta da due varietà di nebbiolo: Picutener e Pugnet. La coltura di produzione è stata sviluppata caparbiamente nel tempo sulle pendici del Monte Maletto tra i 350 e 700 metri di altitudine, grazie a un duro lavoro di terrazzamento a secco.

La caratteristica costruzione a

La caratteristica costruzione a "pergolato" dei vigneti di Carema (© )

LA PERGOLA - La forma di allevamento locale è la pergola, denominata «topia» in dialetto locale, particolarmente suggestiva per la presenza di sostegni di pietra dalla forma tronco-conica, i «pilun» in dialetto, utilizzati anche come accumulatori di calore, che sarà rilasciato lentamente durante la notte. Stesso ruolo di accumulatore di calore è svolto dalla pietra usata per la costruzione dei terrazzamenti, un po' come accade proprio in Valtellina. 

Vista d'insieme dei terrazzamenti

Vista d'insieme dei terrazzamenti (© )

VINIFICAZIONE E INVECCHIAMENTO - Tutte le fasi di vinificazione, conservazione e invecchiamento sono effettuate nella zona di produzione comprendente l'intero comune di Carema e nella frazione Ivery del comune di Pont Saint Martin. L'affinamento minimo del Carema è di 24 mesi, 12 dei quali in botti di rovere o castagno della capacità massima di 40 ettolitri, mentre nella versione Riserva l'affinamento dura almeno 36 mesi, 12 dei quali in legno.

In cantina da Ferrando a Ivrea

In cantina da Ferrando a Ivrea (© )

NEL BICCHIERE - Il rosso rubino scarico è identificativo di molti Nebbiolo del nord, salvo che non siano stati messi a maturare in legno piccolo, ma non è questo il caso, e i sentori minerali, quasi pietrosi, uniti al bouquet di fiori rossi lo dimostrano. Questi sono alcuni dei caratteri distintivi di questo vino, che in bocca si farà ugualmente rispettare, austero e autoritario, e quindi da abbinare con piatti di pari struttura; dai ravioli di carne, agli arrosti o al brasato.

In cantina alla Cooperativa dei Produttori di Nebbiolo di Carema

In cantina alla Cooperativa dei Produttori di Nebbiolo di Carema (© )

LE ETICHETTE - Una delle etichette storiche è rappresentata da Ferrando, ma degna di nota è anche la Cantina dei Produttori di Nebbiolo di fondata dal 1960 da  un gruppo di dieci agricoltori e che oggi è diventata una splendida realtà cooperativa formata da circa 80 soci, tutti produttori part-time di oltre 60 anni di età, che ancora oggi lottano per coltivare il loro fazzoletto di vigna che senza di loro andrebbe persa.

L'insegna del Ramo Verde di Carema

L'insegna del Ramo Verde di Carema (© )

A PRANZO O A CENA - Molto vicino alla Cantina dei Produttori si trova il classico Ramo Verde, tappa ideale, magari da concedersi dopo una degustazione dei vini dei Produttori del Carema, dove incontrare una classica cucina piemontese servita in porzioni copiose. Nulla di quello che si può immaginare mancherà, a partire dai tradizionali antipasti, la battuta di carne cruda, per proseguire con i "plin", gli gnocchetti al ragù di coniglio, la lumache, la guancia brasata ... e tanto altro.

La battuta di carne cruda al Ramo Verde di Carema

La battuta di carne cruda al Ramo Verde di Carema (© )