16 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Processo

Amianto in Olivetti: tutte ammesse le parti civili

Fiom presenta una citazione a Telecom per risarcimento danni. Prossima udienza in settembre. Intanto a Roma passa la legge che stabilisce il penale per i reati ambientali.

IVREA – L'udienza preliminare di ieri, 25 maggio, per il caso amianto in Olivetti si è chiusa con l'ammissione a parte civile di tutti i richiedenti. Su decisione del giudice Cecilia Marino saranno della partita, insieme ai famigliari delle 13 presunte vittime, i sindacati Fiom e Fim, il Comune di Ivrea, la Città Metropolitana, Inail e AFeVA (Associazione famigliari vittime amianto) ed anche un gruppo di comuni eporediesi.

La decisione è in linea con l'orientamento del tribunale di Ivrea rispetto alla causa, che potrebbe vedere anche Telecom come parte attiva nel risarcimento dei danni per le parti lese. Lo chiede Fiom, che ha presentato in aula una citazione, ma non solo: vista l'acquisizione di Olivetti da parte del colosso delle telecomunicazione nel 2003, i giudici stessi ritengono plausibile chiamare in causa Telecom. Ci ha già pensato la scorsa settimana il Gup Rossella Mastropietro, che ha citato Telecom per l'aspetto risarcitorio. Una scelta influenzata di certo dalla presenza di un precedente importante: l'azienda è già stata condannata in primo grado dal tribunale del Lavoro di Ivrea al risarcimento di 1,2 milioni di euro alla famiglia di Franca Lombardo, ex dipendente Olivetti che si è spenta nel 2007 a causa di un mesotelioma plureico, patologia riconducibile alla contaminazione da amianto.

Si dovrà aspettare, invece, la sessione di sedute autunnali – la prima è in calendario per il 13 settembre – per la valutazione del rinvio a giudizio dei vertici aziendali, che contano tra ex presidenti, Ad e direttori parecchi nomi illustri: da Carlo e Franco Debenedetti che hanno guidato Olivetti per un ventennio, a Corrado Passera – ex numero uno di BancaIntesa – da Marco e Roberto Debenedetti a Roberto Colaninno.

Nel frattempo buone notizie in arrivo da Roma per le associazioni per la lotta all'amianto, proprio la casalese AfeVA ha ricevuto una lettera con data 20 maggio dal presidente della Camera, nella quale si conferma l'approvazione di una legge di riforma sui reati ambientali: «Uno degli aspetti più rilevanti emersi in quell'incontro (si riferisce al novembre 2014) era poi la necessità di approvare una nuova disciplina legislativa in tema di reati ambientali. In quella fase, infatti. era in corso l'iter di esame parlamentare di una proposta di legge di iniziativa parlamentare volta a riformare completamente proprio questa materia – scrive Laura Boldrini - Mi fa piacere quindi comunicarle oggi che nella giornata di ieri è stata definitivamente approvata questa legge di riforma che prevede, tra l'altro, il raddoppio dei termini di prescrizione dei reati ambientali e l'inserimento di essi nel codice penale. Questo importante risultato è stato possibile grazie anche alla spinta e allo stimolo che le associazioni dei familiari e le istituzioni locali maggiormente coinvolte hanno esercitato sugli organi parlamentari».