15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
«La bufala»

Due donne stuprate da immigrati. Sms «virale», era un falso

Salta dai cellulari ai social la notizia di due ragazze stuprate da due immigrati clandestini. La questura indaga per calunnia e procurato allarme. Elisabetta Ballurio: «La sofferenza fa credere nelle falsità»

IVREA – Due ragazze stuprate da immigrati, silenzio del Comune e degli organi di informazione. Un sms, passato poi a Facebook e WhatsApp ha raggiunto circa mille eporediesi nel fine settimana, lanciando un allarme social che ha fomentato più di un animo. Peccato fosse falso. Sarebbe corretto dire «per fortuna era falso», ma il «peccato» ci sta visti tutti quelli che lo hanno condiviso, credendo a una notizia priva di fondamento e particolari sull'onda dell'indignazione.

Il messaggio
Scrivere «A Ivrea sono state stuprate due donne da due clandestini di colore […] Ma il comune di Ivrea e la stampa locale non si sono espressi a riguardo mettendo tutto a tacere! Come mai? Forse perché sono i primi a volere e ad essere favorevoli a questa immigrazione clandestina?» E ancora: «Ora fatevi avanti e prendetevi le vostre responsabilità, caro Comune di Ivrea e signor sindaco Carlo della Pepa, cosa pensate a riguardo? Oltre a fare feste del vostro partito, eventi per favorire la coesione tra eporediesi e clandestini, pensate anche di tutelare i vostri cittadini e dare giustizia a queste due ragazze? Facciamo girare la notizia perché nel 2015 non può esistere il silenzio di stampa evitando così di dover dare delle spiegazioni al popolo» non è solo uno scherzo di pessimo gusto, ma una fomentazione gratuita.
Le cattiverie hanno sempre corso più veloce delle buone notizie, questo si sa. «La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo» diceva De Andrè, ma se in passato le «balle» si raccontavano dal parrucchiere, per telefono, o al bar, e quindi sapevi da dove arrivavano, adesso invece con i potenti mezzi dell'informazione virtuale si posso diramare notizie false fino a farle diventare «virali» con un margine di anonimato che spinge ad approfittare delle proprie possibilità. E per contro, bisogna dirlo, spesso le persone credono a ciò che piace loro credere. Va bene farsi qualche domanda, ma non credo che tutti gli utenti dei social sia davvero tanto sprovveduti da abboccare all'amo gratis.

La risposta di amministratori e questura
L'allarme è rientrato dopo poche ore, molti dei commenti pesanti sono stati cancellati, ed ora la questione è al vaglio del Commissariato di Ivrea, che sta investigando sull'ipotesi di incriminazione per procurato allarme e calunnia. Lapidaria la risposta del sindaco Della Pepa, chiamato in causa direttamente: «È un'azione pericolosa e indegna, che sarà perseguita e punita». Il primo cittadino rimarca, inoltre, come l'episodio non sia isolato e ci siano già verificati tentativi di solleticare sentimenti razzisti. «Sono messaggi che lavorano sulle paure della gente, capisco le preoccupazioni di chi accoglie, e anche delle nostre famiglie, ma atteggiamenti come questi sono il modo peggiore per gestire la situazione – commenta Elisabetta Ballurio, presidente del consiglio comunale, che ha scoperto l'inghippo e fatto l'opportuna segnalazione a sindaco e questura - le persone sono così incattivite e deluse che finiscono per cercarsi dei capri espiatori. Sta anche a noi istituzioni fare da guida e stemperare la tensione dando gli strumenti per formarsi un'opinione corretta».