16 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Consorzio Informatica Canavese

Cic si tenta il salvataggio

Stasera in consiglio la ratifica della convenzione per la vendita a Csp SpA. In ballo 126 posti lavoro e 2 milioni di euro di debiti pregressi

IVREA – Per il Cic si tenta il salvataggio, non senza dissensi. C'è chi chiede di andare coi piedi di piombo e di approfondire, c'è chi sta correndo freneticamente da giorni per perfezionare un accordo con Csp SpA, società torinese di information tecnology interessata all'acquisto del Consorzio. I due fronti si incontreranno oggi alle 18,30 nel consiglio comunale indetto per l'approvazione della delibera di cessione delle quote in carico al Comune di Ivrea (24,91%).

I termini dell'accordo
La delibera di oggi ricalca sostanzialmente il via libera che dovranno siglare anche gli altri soci maggioritari del Consorzio, vale a dire Csi Piemonte (18,1%), Asl/To4 (14,12%), Comune di Settimo (2,65%), Asl di Novara (0,80%), Asl/To3 (0,80%) e Città metropolitana (8,47%), che ci ha già pensato, con un'approvazione «a volo» dell'operazione, sulla nota della salvaguardia del presidio territoriale. Csp ha formalizzato l'intento di acquisire il Cic per la cifra simbolica di 1 euro, accollandosi interamente i debiti pregressi – che ammontano a quasi 2 milioni di euro – e garantendo le tutela di tutti i dipendenti e la territorialità della sede di Banchette per almeno un anno. In cambio si prenderà Consorzio e commesse per almeno tre anni. Ora, se tutte le parti interessate andranno «d'amore e d'accordo», si dovrà passare al secondo step: l'acquirente dovrà riformulare l'offerta in una procedura pubblica, che sarà avviata solo in seguito ad un'assemblea dei soci del Consorzio che dovrà cambiare lo statuto e permettere l'ingresso di quote private. L'assemblea è già in programma per lunedì 3 agosto. Quindi si corre contro il tempo.

Le note stonate
I sindacati lamentano, però, di non essere stati in nessun modo messi a parte delle novità in cantiere. Proprio loro che devono difender egli interessi dei 126 dipendenti di fatto licenziati in toto, ai quali è stata concessa una proroga a fine agosto, così da portare a termine alcune commesse di rilievo. Anche il consiglio è già in rotta. Se Cic a suo tempo aveva messo a dura prova la maggioranza, ora la minoranza sembra tirarsene fuori, Francesco Comotto, di Viviamo Ivrea chiede più tempo per mettere a fuoco la situazione, la stessa presidente del consiglio comunale, Elisabetta Ballurio, nei giorni scorsi ha invitato all'approfondimento. In ultimo il Cic al momento è in sospeso per ottenere il concordato preventivo, che sarà affinato in novembre. Una «tattica» per prendere fiato nei confronti dei creditori e cercare un ultimo accomodamento.