13 agosto 2020
Aggiornato 12:30
Processo Manital

Caso Manital, assolto il presidente Cimadom per il mancato pagamento dell'Iva

«Il fatto non costituisce reato», si è conclusa così la sentenza del giudice Claudia Maria Colangelo sulla Manital che si era trovata invischiata in un circolo vizioso a causa dei mancati pagamenti da parte dello Stato

IVREA - Si è concluso con l’assoluzione il procedimento penale a carico di Graziano Cimadom, fondatore e presidente di Manital, per omesso versamento dell'Iva. Cimadom era stato chiamato a rispondere del fatto in qualità di legale rappresentante del consorzio Manital, società controllata dalla stessa Manital, leader italiano nel facility management.

La vicenda
Nel 2008 si era ritrovato a dover versare quasi un milione di euro di iva allo Stato. Lo stesso Stato ch’era, nei suoi confronti, in grossolano ritardo nel pagamento di consistenti fatture riferite ad appalti del Ministero dell’Istruzione, vinti dalla Manital, per servizi di pulizia nelle scuole di tutta Italia. Il Tribunale di Ivrea, ha riconosciuto che il fatto non costituisce reato stante l'oggettiva impossibilità dell'imprenditore di adempiere al versamento Iva.

I mancati pagamenti dallo Stato
«E’ vero che poteva procurarsi finanziamenti presso gli istituti bancari, ma la crisi del consorzio si è manifestata nell’ultimo mese di dicembre, quando vanno pagate le tredicesime, e la Manital ha dovuto far fronte anche ai mancati pagamenti dei dipendenti da parte di una ditta subappaltatrice» hanno affermato gli avvocati difensori Rossini e Mangano, venerdì pomeriggio, nell’aula penale del Tribunale di Ivrea. Il giudice Claudia Maria Colangelo ha pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti del noto imprenditore eporediese, perché «il fatto non costituisce reato».

L'epilogo
La Manital si era trovata invischiata in un circolo vizioso. Da un lato, nel 2007, i ritardi sempre più dilatati nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Dall’altro il dovere imminente di pagare gli stipendi.
«Sono pienamente soddisfatto dell'esito procedurale. La sentenza emessa dal Tribunale di Ivrea chiude la vicenda riconoscendo l'insussistenza del reato di cui sono stato accusato» afferma Cimadom. Le motivazioni della sentenza emessa dalla giudice Maria Claudia Colangelo saranno depositate entro la prima settimana di dicembre, decorsi appunto i novanta giorni previsti dalla procedura.