16 novembre 2019
Aggiornato 00:30
Scuola e disabili

Alta specializzazione in biotecnologie, i rettori dicono «no»

Dovrebbero partire alla fine di ottobre ma senza il «si» dei rettori delle Università piemontesi i corsi dell'Istituto Olivetti non potranno partire

IVREA - Alla fine di ottobre dovrebbero iniziare i corsi della scuola biennale di alta specializzazione di Ivrea in biotecnologie. Sarebbe l’unica di questo tipo in Piemonte ed andrebbe a formare figure professionali per un immediato ingresso nel mercato del lavoro. Le risorse ci sono, 430 mila euro, il luogo è il Bioparco di Colleretto Giacosa. Purtroppo però i rettori delle università piemontesi non sono d'accordo e rischiano, ora, di affossare il progetto appositamente nato per rispondere alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche.

I rettori delle università si oppongono
Il motivo dell'accanita opposizione è quella parte della riforma sulla scuola che riconosce, a chi frequenta i corsi post diploma come sarebbe quello di Ivrea, 120 crediti per la laurea triennale. I rettori non solo non sono d'accordo ma sono intenzionati a boicottare i corsi di Istruzione tecnica superiore Olivetti (Its). Il modus operandi è molto semplice: si sfileranno dalle Fondazioni, soggetto di diritto privato con finalità pubbliche, a cui sarà affidata la governance dell’Its. Il partenariato di Ivrea vede insieme l’istituto tecnico Olivetti (capofila e sede del progetto), l’istituto tecnico Cigna-Baruffi-Garelli di Mondovì, i dipartimenti universitari di Scienze e innovazione tecnologica dell’Università del Piemonte orientale e di biotecnologie e scienza e tecnica del farmaco dell’Università di Torino, l’associazione per gli insediamenti universitari e l’alta formazione, la Fondazione Guelpa, il Bioindustry Park, le agenzie formative Ciac di Ivrea e Cnos-Fap di San Benigno e il Cfp Cebano Monregalese ed in fine il Comune di Ivrea.

La mediazione degli assessori
«Se le università abbandonano il progetto - spiega l’assessore Augusto Vino, assessore ai sistemi educativi del Comune a La Sentinella del Canavese - salta tutto, perché i corsi si sono possono avviare solo in collaborazione con i dipartimenti. Comprendo anche le ragioni dei rettori, ma per noi la scuola di alta specializzazione tecnologica è una grande opportunità». Gianna Pentenero, l’assessore regionale all’Istruzione, ha già discusso con i rettori dandogli piena disponibilità a risolvere insieme la questione dei crediti sul tavolo del ministero.Pentenero ricorda come il Piemonte abbia una lunga storia di Its «con buoni risultati di lotta alla dispersione scolastica e di inserimento al lavoro».

I corsi di alta specializzazione
I corsi incriminati sarebbero totalmente gratuiti e con frequenza obbligatoria e durata di due anni. Sono articolati in quattro semestri, per 1.800 ore di frequenza complessive, di cui 540 ore dedicate a tirocini obbligatori in aziende, anche estere, e attività di laboratorio. Nel programma sono compresi corsi avanzati di lingua inglese. «Il mio invito ai rettori è un impegno a non porre fine a un’esperienza molto importante per il nostro territorio - conclude l’assessore Pentenero - I corsi biennali post diploma, paralleli all’università ma a essa collegati, sono in grado di formare tecnici superiori in grado di inserirsi nei settori strategici del sistema economico-produttivo, portando nelle imprese competenze altamente specialistiche e capacità d’innovazione».