28 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
Morti per l'amianto

Morti d'amianto, rinviati a giudizio 29 imputati

Sono accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni alcuni dei dirigenti Olivetti che ieri hanno visto confermarsi il rinvio a giudizio per le ormai 13 morti accertate a causa dell'amianto

IVREA - Sono salite a tredici le vittime accertate per l'amianto e per la procura di Ivrea nessun dubbio: l’Olivetti sapeva del pericolo dato dalla sostanza nei suoi stabilimenti del Canavese, intervenendo in ritardo per evitare che i dipendenti si ammalassero. Ieri in Tribunale a Ivrea il pm Laura Longo ha confermato le richieste di rinvio a giudizio davanti al gup Cecilia Marino nei confronti dei 29 imputati. Tra questi sono accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime Carlo e Franco De Benedetti, i figli dell’ingegnere Marco e Rodolfo e l’ex ministro Corrado Passera.

La bonifica è arrivata in ritardo
Secondo la procura l'azienda ha bonificato in ritardo gli stabilimenti, esponendo i lavoratori ad enormi rischi per la salute. In particolare per l'uso, nelle lavorazioni, del talco contaminato da tremolite d’amianto. Le pagine dell'inchiesta sono 36 mila.

Sarà Telecom a risarcire i danni
In caso di condanna degli imputati, sarà anche Telecom Italia a risarcire in solido le parti civili. Il legale ha confermato ieri in tribunale la costituzione di responsabilità civile da parte del gruppo di telefonia a fianco dei 29 imputati. Non è la prima volta che Telecom finisce a processo a causa dei problemi negli stabilimenti Olivetti. L'anno scorso l'azienda è stata condannata dal giudice del lavoro, Luca Fadda, a risarcire con un milione e 200 euro la famiglia di Franca Lombardo, di Burolo, morta nel 2007, a 69 anni, per un mesotelioma. Lunedì prossimo, in tribunale, sarà il turno delle difese. Le strutture coinvolte nel problema amianto sono tutti gli stabilimenti dell'azienda a Ivrea e nel Canavese: San Bernardo, le Officine Ico, lo stabilimento di Agliè, i capannoni di Scarmagno e Palazzo uffici.