16 novembre 2019
Aggiornato 01:00
Fusione tra comuni

Ivrea, il comune propone le maxi fusione

Ivrea diventerebbe un unico grande comune insieme agli altri 57 dell'eporediese. E' la proposta che arriva dall'Ami. Un provvedimento che unirebbe le forze riducendo le spese

IVREA - Una fusione con tutti i 57 Comuni dell'eporediese. Sembra una rivoluzione l'idea del Comune di Ivrea di puntare a questo in un territorio dal campanilismo sfrenato. Una maxi municipalità per oltre 100 mila abitanti, estesa su un territorio di 500 chilometri quadrati con, al centro, la città dell'Olivetti. Si farà? Nel resto d'Italia le fusioni sembrano funzionare. L'anno scorso i lombardi hanno concretizzato dieci fusioni tra Comuni. La Toscana è seconda con sette, poi l’Emilia Romagna con quattro, Marche e Veneto con due e Campania con una fusione.

Ridurre le spese ed unire i servizi
A proporre la fusione anche per il territorio di Ivrea è l’Ami, Anfiteatro morenico di Ivrea, con lo scopo di ridurre le spese dei singoli Comuni, unendo i servizi basilari e godendo, dell'esclusione dei vincoli economici imposti dal patto di stabilità che oggi strozzano i bilanci dei Comuni di qualsiasi grandezza. Quello che vuole tentare l'Ami è il più grande esperimento in Piemonte. Ieri a Ivrea c'era Piero Fassino, sindaco di Torino e della città metropolitana e, soprattutto, presidente dell'Anci l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Un referendum per la fusione?
«Quella della fusione è la strada corretta ma deve essere per forza un processo graduale che coinvolga il territorio di riferimento - ha detto Fassino - il progetto deve prima dimostrare l’effettiva convenienza. Credo possa essere necessario un referendum per chiedere ai residenti la volontà di fusione». I sindaci dell'eporediese, riguardo alla proposta partita da Ivrea sono parecchio scettici. Per molti è impensabile accorpare un territorio così vasto. Inoltre che fine farebbe l'autonomia dei Comuni? «Meglio iniziare a fondere i Comuni vicini a Ivrea e poi, eventualmente, procedere con quelli lontani».