15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Pericolo Amianto

Polveri di amianto, si incendia la polemica a San Bernardo

Nel sito di Via delle Rose urge una seconda bonifica, purtoppo però non è l'unico sito a preoccupare i residenti che chiedono un intervento tempestivo da parte dell'amministrazione comunale

IVREA - Continua l'emergenza amianto in via delle Rose, a San Bernardo: mercoledì è stato fatto un sopralluogo da parte dei tecnici del comune all’ex sito Olivetti dove la scorsa settimana è crollata parte della coibentazione piazzata sempre dal comune nel 2010 proprio per scongiurare qualsiasi rischio di propagazione.

Da anni quel sito è a rischio
La bonifica del 2010 costò al Comune 35mila euro circa, e ora in via Delle Rose il problema si ripropone. Il dirigente dell’Ufficio tecnico e custode giudiziario dell’area posta sotto sequestro tempo fa dalla Procura Nedio Vinzio, è andato sul posto per verificare la gravità del problema. Ma non è l'unico edifico a presentare criticità anzi, la listasi allunga.

Anche l'ex bocciodromo scatena le ire dei residenti
A San Bernardo, non si parla solo di Via delle Rose ma le lamentele riguardano anche per il capannone, ormai fatiscente, dell’ex bocciodromo. Lo stabile, di proprietà della Curia, si trova in fianco alla chiesa di via Torino. Da anni sta crollando ma nulla si sa del suo destino dopo che è sparito nel nulla anche il progetto di ristrutturazione per farne centro sociale dichiarata da Cogeis. Il Consiglio di cantone di San Bernardo sollecita con forza almeno la messa in sicurezza degli edifici. Proprio in questi giorni distribuirà ai 1.800 abitanti del quartiere un questionario utile a focalizzare cosa non va a San Bernardo a partire dall’amianto.

Urge una seconda bonifica
In via delle Rose il sindaco Carlo Della Pepa ha dato mandato agli uffici di andare a fotografare la situazione. Quello è il lato Sud degli ex capannoni Olivetti che si trova sul confine con Romano dove fino agli anni Ottanta si producevano torni e frese. L’amianto è contenuto nel controsoffitto. Crollando i pannelli della coibentazione esterna c’è il pericolo concreto che la polvere di amianto presente all’interno della vecchia fabbrica si disperda nell’aria. L’immobile era passato di mano da Olivetti a una miriade di società fino all’ultima fittizia intestata a un nullatenente milanese, e venne poi messo all’asta dopo il fallimento. Anche questa seconda bonifica, perciò, ricadrebbe di nuovo sul Comune nonostante non ne sia proprietario. D’altra parte trattasi di una questione che ha a che vedere con la salute pubblica.