7 aprile 2020
Aggiornato 22:30
Alla Gam di Torino fino al 31 gennaio

Monet inedito, per la prima volta in Italia capolavori mai visti

Cinque opere esposte per la prima volta in Italia, come il celebre «Le déjeuner sur l’herbe», opera capitale nel percorso dell'artista per la precoce affermazione di una nuova, audace concezione della pittura en plein air

TORINO - 40 opere del genio dell'Impressionismo, cinque assolutamente inedite per l'Italia. La mostra dedicata a Claude Monet sbarca alla Gam proseguendo la rilettura dell'impressionismo francese e la proficua collaborazione con il Musée d'Orsay che aveva già portato a Torino Degas e Renoir. Un'esposizione eccezionale, che si potrà visitare fino al 31 gennaio, e che dimostra quanto la città stia facendo per tenersi stretta il titolo di città d'arte, ormai pienamente incassato. «Torino ha una tradizione di mostre molto importanti alle spalle: la trilogia di esposizioni di quadri francesi, Renoir, Degas e ora Monet, sono solo un esempio» ha detto il curatore, Xavier Rey. «Quello che ci ha convinti a tornare in Italia, e proprio qui, è stata l’eccezionale organizzazione della mostra di Renoir. Un lavoro fantastico, sotto tutti i punti di vista: Torino è stata quasi magica in quell’occasione. Avete saputo renderla davvero speciale». Alla base della mostra, come già è avvenuto per Renoir, c'è una partnership istituzionale tra la Gam, la Fondazione Torino Musei e il Musée d’Orsay di Parigi, che vede impegnati nella curatela Guy Cogeval, Presidente del Musée d’Orsay e del Musée de l’Orangerie, Xavier Rey, Conservatore presso il Musée d’Orsay e specialista di Monet, e Virginia Bertone, Conservatrice della Gam di Torino.

L'omaggio alla retrospettiva al Grand Palais nel 2010
Dopo un esordio all’insegna del realismo courbettiano negli anni 60 dell’Ottocento, i dipinti di Monet mostrano la cifra più pura dell’Impressionismo, prima di dare vita, inizialmente tramite uno sguardo sempre più acuto e penetrante, poi attraverso una libertà e un lirismo sempre più marcati, a un intero capitolo dell’arte del XX secolo. Facendo tesoro della messa a fuoco avvenuta con la grande retrospettiva organizzata dal Musée d’Orsay al Grand Palais nel 2010, questa mostra presenta una selezione delle opere che furono presentate lì allo scopo di rendere omaggio a uno dei più grandi artisti francesi e di far comprendere il suo ruolo di figura chiave per la storia dell’arte.

La prima volta in italia del capolavoro assoluto «Le déjeuner sur l’herbe»
A rendere la mostra di eccezionale interesse è la concessione di prestiti di diverse opere mai prima presentate in Italia: un esempio su tutti è quello del grande frammento centrale de «Le déjeuner sur l’herbe», opera capitale nel percorso di Monet per la precoce affermazione di una nuova, audace concezione della pittura en plein air e come passaggio cruciale per giungere all’Impressionismo. Per meglio contestualizzare questa straordinaria presenza, cui si lega anche il superbo ritratto a figura intera di «Madame Louis Joachim Gaudibert», sono stati selezionati due prestigiosi nuclei di dipinti che documentano i luoghi che accolsero le fasi decisive della sua ricerca, da un lato gli studi dei riflessi della luce sull’acqua ad Argenteuil, dall’altro quelli legati al soggiorno di Vétheuil, che riprendono nello studio della resa luminosa della neve il precoce motivo de «La pie» (La gazza), anch’essa esposta.

I momenti decisivi di una carriera straordinaria
Tra le opere rare in apertura troviamo il trittico composto dal banchiere Ernest May, precoce collezionista degli impressionisti e generoso sostenitore delle collezioni pubbliche francesi. Lui volle porre al centro della composizione il dipinto di Camille Pissarro, «Entrée du village de Voisins», affiancandolo a sinistra da «L’île Saint-Denis» di Alfred Sisley e a destra da «Bateaux de plaisance» di Monet, tre opere eseguite tutte nel 1872, una consacrazione degli artisti che egli considerava i padri del movimento. La mostra documenta, proprio a partire da opere capitali, come «Le déjeuner sur l’herbe», per la prima volta in prestito in Italia, momenti decisivi del percorso di Monet sino al 1886, anno in cui il maestro realizza l’emblematica figura intrisa di luce dell’»Essai de figure en plein air Femme à l’ombrelle tournée vers la droite», affiancando ad essa capolavori come «La rue Montorgueil, à Paris. Fête du 30 juin 1878», con l’immagine delle bandiere che si sfaldano nella luce parigina o «Les villas à Bordighera» (1884) che restituisce gli sfolgoranti colori che egli registra nel suo primo soggiorno nella Riviera ligure.

Le meravigliose luci della Cattedrale di Rouen
Ad evocare la ricchezza dell’ultima parte della produzione dell’artista sono altre presenze d’eccezione come le due straordinarie versioni della Cattedrale di Rouen: «Le portail, temps gris» e «Le portail et la tour Saint-Romain, plein soleil»: qui il gioco di scelte cromatiche quasi antitetiche rimanda alla messa a punto di serie e ripetizioni che egli compone tra gli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, mentre in «Londres, le Parlement», l’architettura monumentale del parlamento inglese è ormai pressoché dissolta nella luce.

Info
Dove: Gam, via Magenta 31, Torino
Quando: fino al 31 gennaio, orario: martedì - domenica 10.00-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Tariffe: intero € 12 - ridotto € 9
Info: mostramonet.it
Prenotazioni e prevendita: www.ticketone.it | call center e info-line 011-0881178 gam@fondazionetorinomusei.it