2 dicembre 2020
Aggiornato 17:00
Niente colazione al campus questa mattina

Campus Einaudi, gli studenti scioperano per salvare il posto alle bariste

I dieci dipendenti della cooperativa Atena impiegata nel bar universitario saranno licenziati entro giovedì

TORINO - Giornata all'insegna dello sciopero, quella di oggi in quel di Torino. Insieme ai dipendenti della Pininfarina, scioperano anche i lavoratori del bar ospitato nella struttura universitaria in Lungodora Siena. Dalle sei di questa mattina, assieme a un gruppo di studenti del collettivo universitario autonomo, stanno picchettando gli ingressi al caffè.

Il bar dell'università chiude per sciopero
Le ragioni della protesta non lasciano adito a dubbi: da giovedì prossimo i lavoratori perderanno il posto. I dieci dipendenti della cooperativa Atena impiegata nel bar universitario saranno licenziati perché la vincitrice dell'appalto con l'Università di Torino, la campana Industrial Food Mense spa, ha deciso di affidare il subappalto a un'altra società. A differenza di altri servizi esternalizzati, per i quali l'ateneo richiede una clausola che garantisca l'impiego dei lavoratori già assunti dalla società precedente, questo non accadrà per il caso del locale che offre colazioni e pranzi a centinaia di ragazzi e docenti che frequentano il campus.

Le donne perderanno il posto di lavoro
La nuova apertura del bar sarà immediatamente gestita dalla nuova impresa, ma le sorti dei lavoratori, quasi tutte donne, che dall'apertura dell'edificio progettato da Norman Foster ad oggi sono diventate presenza costante nella vita degli universitar, sono già segnate. Grande la solidarietà degli studenti dell'ateneo: «Noi non ci stiamo. Vogliamo dire alla cooperativa e all'Università che è proprietaria che la  dignità  di  chi  lavora  non può  essere  calpestata  e  umiliata  in  questo  modo. Dopo la lettera di un mese fa nessuno si è più fatto vivo né è arrivato qualche segnale di solidarietà».E' atteso l'arrivo dei responsabili della cooperativa e dell'ateneo perché incontrino i lavoratori, ma una soluzione sembra di là da venire.