27 maggio 2020
Aggiornato 02:00
Lavoro

Chiude «Wirelab». In 33 senza lavoro

Chiude definitivamente l'azienda nata, insieme ad altre, dallo spin off Olivetti. Sono in tutto 33 le persone che hanno perso il lavoro e che difficilmente verranno ricollocate. Fiom-Cgil parla di tragedia annunciata

SCARMAGNO - Chiude definitivamente, per esaurimento della missione industriale, la «Wirelab». Lo rende pubblico ieri la Fiom del Canavese. Nei mesi scorsi, aveva già licenziato 12 dipendenti. Ora sono in tutto 33 i lavoratori che hanno perso il posto. Ad accellerare il processo di chiusura dell'azienda ci ha pensato anche l'incendio del 19 marzo 2013, quando andò distrutto gran parte del comprensorio Olivetti.

Le altre aziende al capolinea
L'azienda, nata nel 2002 dallo spin off di Olivetti per il ricollocamento degli esuberi, era stata coinvolta dall'incendio assieme ad altre due aziende (in cui sono occupati complessivamente circa 300 addetti): la Innovis (gruppo Comdata, che attualmente applica i contratti di solidarietà) e Telis (in procedura concorsuale). Tutte queste tre aziende sono nate con pacchetto azionario inizialmente a maggioranza Telecom.

Lo sdegno di Fiom-Cgil
«Wirelab» è la terza realtà derivata dall'Olivetti che chiude i battenti: «Davanti a un problema sociale di queste dimensioni, non si può pensare di chiudere i battenti e lasciare a casa i lavoratori - dichiara Fabrizio Bellino, responsabile della Fiom-Cgil di Ivrea - Nei prossimi giorni, assieme ai lavoratori, metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per contrastare questa cessata attività». Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, rincara la dose: «Alla lunga la strada delle ricollocazioni dei lavoratori ex Olivetti, attraverso la costruzione di nuove aziende, non ha retto per due ragioni: la debolezza dei soggetti imprenditoriali ma, soprattutto, il disimpegno di Telecom e la crisi del suo sistema. Naturalmente parliamo di lavoratori abbastanza anziani e non facilmente ricollocabili: l'incendio, a suo tempo, ha quindi soltanto accelerato questa deriva».