15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Sviluppo dal basso

Cosa c'è da sapere sul Forum dello Sviluppo Locale che si è chiuso oggi a Torino

Lo sviluppo locale come risposta fondata su territori e persone alle sfide globali, come le disuguaglianze, la disoccupazione, lo sfruttamento delle risorse naturali. 2000 partecipanti e 54 accordi presi dallo Undp per un Forum che presto diventerà permanente

TORINO - Lo sviluppo locale come risposta fondata su territori e persone alle sfide globali, come le disuguaglianze, la disoccupazione, lo sfruttamento delle risorse naturali. Le persone vivono ed esprimono i loro bisogni e le loro aspirazioni a livello locale. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile diventano reali e hanno un impatto sulla vita delle persone solo quando sono incorporati nel contesto territoriale. La localizzazione degli obiettivi sostenibili è una priorità assoluta. Questo il messaggio, forte, che ci portiamo a casa dal Terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Locale che si è chiuso oggi a Torino alla presenza del Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon. Si chiude così la tre giorni di confronto che Undp ha voluto portare sotto la Mole per rimettere al centro lo sviluppo dal basso.

Creare partnership tra governi, privati, società civile

Gli obiettivi non riguardano solo i paesi in via si sviluppo, hanno carattere universale e tengono conto delle politiche, delle priorità e delle realtà di ogni nazione. Ciò da cui non possiamo più prescindere sono le partnership globali tra agenti di sviluppo, i governi, il settore privato e la società civile, in grado di mobilitare risorse e capacità. Questi obiettivi, però, per essere realmente perseguiti necessitano di strutture di politiche coordinate ed incisive e sistemi di governance aperti e inclusivi.

54 accordi bilaterali presi da Undp

«E’ stato un Forum eccezionale da tutti i punti di vista – ha commentato Giovanni Camilleri, UNDP – eccezionale perché i numeri degli incontri b2b svolti è stato di molto superiore alle precedenti edizioni, tanto che nel caso specifico della nostra organizzazione sono stati intavolati ben 54 accordi bilaterali, che hanno visto coinvolti anche Paesi che sino ad oggi non avevano mai intavolato progetti collaborativi». Un esempio la Mauritania e il Gabon, Paesi del tutto estranei alle collaborazioni internazionali, che hanno invece realizzato come il futuro dei loro territori dipenda da un nuovo approccio ai temi di attualità legati all’ambiente, all’energia e alle politiche di innovazione. Il Forum di Torino è stato poi eccezionale perché «la scelta coraggiosa, e di questo devo ringraziare l’amministrazione della Città, di aprire il meraviglioso Polo Reale ai delegati per i loro lavori, ha fatto sì che i delegati sentissero il loro lavoro valorizzato e, sono sicuro, che proprio grazie alla bellezza di questi luoghi carichi di storia, ciascuno nel proprio intervento abbia dato il meglio di sé».

Ban Ki Moon: «Guidate i vostri cittadini dando l’esempio»

«Tre settimane fa ho avuto la più straordinaria esperienza come Segretario Generale, incontrando a New York esponenti dei governi di tutto il mondo per definire i punti dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030» ha detto Ban Ki Moon. «Il nostro scopo è sconfiggere la povertà e raggiungere prosperità per tutti». Dobbiamo quindi capire che i bisogni locali hanno una enorme rilevanza». I Global Goals realizzati localmente «avranno impatto sul sistema mondiale». Abbiamo bisogno che i governi e le autorità locali «vigilino». «Non lasciate che le politiche siano solo parole, qualcosa che vale solo per gli altri: guidate i vostri cittadini dando l’esempio. Vi invito ad ascoltare le vostre comunità, a chiedere ai cittadini come vogliono che i Global Goals siano raggiunti, che forma vogliono dare al mondo: è necessario che i cittadini e le comunità locali contribuiscano alla nostra comune visione globale».

Tutti i numeri del Forum

2000 i partecipanti, 130 i Paesi rappresentati, 27 i panel, 24 gli workshop, 320 gli appuntamenti b2b a cui hanno aderito 29 paesi da tutto il mondo, 150 i volontari, 510 i referenti che hanno interagito sulla piattaforma Net-To-Work per condividere esperienze, creare opportunità di business e fare rete, 54 gli accordi avviati da UNDP. Il Forum ora verrà portato avanti e istituzionalizzato come strumento permanente di dialogo continuo e cooperazione tra i suoi membri, promuovendo la sinergia e la cooperazione nei e tra i territori e costruendo in loco le capacità e le conoscenze per l’applicazione e il successo di progetti di sviluppo locale.