17 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Chi sale e chi scende

Le imprese in Piemonte non sono (tutte) morte

Positivo il bilancio anagrafico di Unioncamere Piemonte del sistema imprenditoriale regionale nel III trimestre 2015. Vola il turismo, arranca l'agricoltura

TORINO - Buone notizie sul fronte imprese. Nel terzo trimestre 2015 il tessuto imprenditoriale piemontese ha registrato un'espansione, non grandissima ma certamente non trascurabile, soprattutto visti i tempi: nel periodo luglio-settembre 2015 sono 4.960 le aziende nate in Piemonte, dato più elevato rispetto a quello registrato nello stesso trimestre del 2014 (4.915). Al netto della chiusura di 4.350 attività, il saldo è positivo per 610 unità, dato che porta a 444.542 lo stock di imprese complessivamente registrate a fine settembre 2015 presso il Registro delle imprese delle Camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce così in un tasso di crescita del +0,14%, leggermente superiore rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2014 (+0,11%) e di poco inferiore alla media nazionale (+0,33%).

Vola il turismo

«Il bilancio anagrafico delle imprese piemontesi è, ancora una volta, positivo: un’ulteriore conferma, questa, dei segnali di ripresa che stiamo rilevando su più fronti. Spicca, in particolare, il settore del turismo, a testimonianza della vocazione internazionale dei nostri territori – commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte –. I nostri imprenditori stanno ritrovando fiducia e ottimismo, voglia di investire e di crescere: per farlo, hanno bisogno che le istituzioni collaborino per creare un Paese più moderno e digitalizzato, che sappia abbattere le barriere burocratiche che rappresentano un freno al loro saper fare».

Bene tutte le province, tranne Vercelli

Si registrano risultati positivi in tutte le province piemontesi, ad eccezione di Vercelli, che ha registrato un tasso di crescita pari al -0,13%. Novara, con un tasso del +0,26%, è la realtà territoriale che ha realizzato la crescita maggiore. Al secondo posto si colloca Cuneo, con un dato (+0,18%) superiore a quello medio piemontese, seguita da Alessandria (+0,16%), e Torino, che ha realizzato un risultato in linea con la media regionale (+0,14%). Con una crescita pari o inferiore ad un decimo di punto le altre realtà provinciali: Verbania (+0,10%), Biella (+0,08%) e Asti (+0,05%).

Male solo l'agricoltura

Dando un sguardo alla natura giuridica di queste realtà si osserva come le società di capitale (+0,63%) abbiano realizzato il risultato più brillante, seguite dalle altre forme (+0,39%). Le ditte individuali sono cresciute a un tasso in linea con il dato medio regionale (+0,10%), mentre è risultata in leggera flessione la base imprenditoriale costituita dalle società di persone (-0,12%). Valutando i tassi di variazione per settori di attività economica balza all'occhio come tutti i principali comparti produttivi siano stati caratterizzati dal segno positivo ad eccezione dell’agricoltura, settore che ha subito una flessione dello 0,11%. Il turismo (+1,10%) e gli altri servizi (+0,48%) hanno realizzato le dinamiche migliori. Il commercio ha registrato un tasso di variazione trimestrale dello stock d’imprese pari a +0,07%, mentre l’industria in senso stretto (+0,06%) e il comparto edile (+0,02%) hanno vissuto dinamiche più deboli.