19 giugno 2019
Aggiornato 08:30
"Non scendiamo a compromessi"

Centrale del Latte, storia di un successo tutto torinese

Nato nel 1950, oggi è un gruppo interregionale quotato in Borsa che guarda sempre più all'estero. Vende in Cina, Emirati Arabi e altri. Ma al centro c'è sempre la qualità dei prodotti

TORINO - Nato nel 1950, oggi è un gruppo interregionale quotato in Borsa. Centrale del Latte di Torino è stata tra le 400 aziende protagoniste di «Ecco la mia impresa» ospitate nello spazio The Waterstone di Intesa Sanpaolo a Expo Milano 2015. A Torino e provincia è un'autorità indiscussa: produce e vende prodotti di alta qualità come latte e panna freschi, a lunga durata e a lunga conservazione, yogurt, insalate pulite e confezionate. I 4 stabilimenti di Torino, Vicenza e Casteggio (Pavia) e Rapallo, primo in Italia a produrre latte fresco con confezioni 100% da fonti rinnovabili, impiegano 260 dipendenti e producono ogni anno 165 milioni di litri di latte. «Quest'anno abbiamo fatturato circa 100 milioni di euro, le crescite sono guidate dallo sviluppo nei mercati esteri oltre che quelli territoriali. È in fortissima crescita la produzione di quarta gamma, ma in forte crescita anche quella di bevande vegetali» ha spiegato Marco Luzzati, direttore commerciale di Centrale del Latte di Torino.

Sistema di rintracciabilità di filiera controllata
La catena di lavorazione è rigorosamente controllata con tecnologie avanzate, dalla raccolta del latte all'ingresso in stabilimento, fino al confezionamento, con un sistema di rintracciabilità di filiera controllata. I prodotti sono distribuiti da oltre 170 automezzi refrigerati che ogni giorno riforniscono circa 1.600 punti vendita nella grande distribuzione e oltre 6.000 negozi al dettaglio. Il principale mercato è l'Italia ma da un anno e mezzo il gruppo si è affacciato all'estero. «La Cina sta diventando estremamente importante, siamo presenti sia nel nord che nel sud, Shanghai e Pechino, nelle più importanti catene della grande distribuzione, vendiamo il nostro marchio Piemonte che è quello più importante per noi e i fatturati sono assolutamente interessanti. Da poco tempo abbiamo annunciato l'inizio delle esportazioni negli Emirati Arabi, seguiranno altri Paesi come Arabia Saudita, Oman e Kuwait» ha aggiunto Luzzati.

Parola d'ordine «qualità»
La parola d'ordine che permette di non temere la concorrenza di altri produttori è qualità. «Tutti i nostri prodotti devono essere consumati prima di tutto dai nostri figli, non scendiamo a compromessi per nessun motivo» ha concluso il direttore commerciale.