17 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Ieri al via la nuova area del libero scambio

Buongiorno «suk». In via Monteverdi tra mangianastri sbiaditi e tanti dubbi

400 piazzole ufficiali per cui si pagano 10 euro. Gli ambulanti sembrano soddisfatti, i residenti, invece, proseguono la loro battaglia contro il «mercato della roba rubata»

TORINO - Una motocross giocattolo anni '80, un mangianastri sbiadito, un telefono giallo della Sip, un peluche infeltrito, casse stereo, rubinetti, una sfilza di pc portatili Toshiba, scarpe Nike e Adidas, cd di improbabili cantanti, un tizio che ripara orologi, ricambi di ogni genere e tipo. Sono le prime cose che vediamo al nuovo «suk» made in Torino. Quello di via Monteverdi per intenderci. Quello che i comitati di quartiere hanno boicottato in tutti i modi, ma che l'amministrazione ha voluto così fortemente che un'alternativa proprio non è stata trovata. Il mercato a cielo aperto della roba usata (e in parte rubata) che tutti i torinesi conoscono. E' colorato, sicuramente, genuino, diretto, ma potrebbe essere anche divertente e caratteristico. Ma il problema è sempre lo stesso: da dove viene questa roba? Roba presa per poco e rivenduta per qualcosa in più quando va bene, o presa dai cassonetti dell'immondizia quando va male. Il resto chissà. Se fai 20-25 euro è stata una giornata buona. I «regolari» ne pagano 10 per la piazzola.

400 i venditori ufficiali
Ci sarebbe da chiedersi quanto sia sensato, per un Comune, legalizzare l'abusivismo, tanto più se lo smercio è di oggetti riciclati, nel senso meno nobile del termine... Ci sono esempi simili in Europa, ma là il controllo sulla merce è rigorosissima. Qui, invece, i dubbi sulla sua provenienza sono tutt'altro che infondati. Detto questo, da ieri e per tutte le domeniche a venire – per sei mesi e poi si vedrà, tanto che il cartello di accesso alla zona riporta la scritta «Divieto di accesso e divieto di sosta. Area di libero scambio tutte le domeniche e festivi fino al... puntini puntini» – via Monteverdi più un pezzo di via Cimarosa ospitano 400 venditori ufficiali. Si trova di tutto, a pochissimi euro.

Una task force di 150 poliziotti
Per gestire la prima giornata del nuovo «suk» il Comune ha predisposto una task force di 150 uomini della polizia municipale: 50 per garantire la sicurezza nell’area del libero scambio, 50 erano arrivati nella notte perché qualche ambulante si era piazzato già dopo mezzanotte. Altri 50 si sono sistemati a Porta Palazzo e su corso Novara – le due vecchie location – per spiegare, agli ambulanti che non lo sapessero, che il posto giusto adesso è un altro. Alla fine è andato tutto liscio: esperimento riuscito. Ma i residenti continuano la protesta. Qualcuno dice: «Deve tornare a Porta Pila oppure che lo facessero davanti al Comune». Ci piacerebbe che chi di dovere rispondesse alla provocazione, che poi tanto provocazione non è...