28 settembre 2020
Aggiornato 03:30
Il 20 e il 21 novembre

Wearable Technolgy, a Torino la prima fiera in Europa dedicata alla tecnologia indossabile

Negli spazi del Lingotto, una due giorni per parlare e toccare con mano il presente (e il futuro) dei migliori dispositivi da infilare sotto la maglietta o da mettere al polso. Con delle sorprese che neanche vi immaginate...

TORINO - Non si nota, ma c'è. Si incastra nella vita di tutti i giorni senza farsi notare, senza aggiungere peso ai polsi, sul naso o nelle scarpe. I Google Glass l'hanno letteralmente sdoganata, e ora la wearable technology è davvero parte di noi.

Dai computer da polso alla fascia che monitora il feto nel pancione
C'è Jawbone Up, praticamente un braccialetto che fa da computer che registra le nostre attività, quello che mangiamo, le calorie che bruciamo e persino come dormiamo. C'è Ritmo Beats, la fascia che avvolge il pancione delle future mamme per monitorare lo stato di salute della donna e del bambino attraverso il battito cardiaco lungo tutta la gravidanza, dotato pure di un sensore che fa ascoltare al feto la musica. C'è GameTraka, un piccolo accessorio dotato di GPS da infilare nella maglietta mentre si fa sport per monitorare e fornire informazioni sulle prestazioni dell’atleta. C'è Hiris di Circle Garage, start up genovese incubata presso l'I3P del Politecnico di Torino: un orologio esagonale hi-tech dall’uso quotidiano ma attraverso applicazioni specifiche, che si adatta alle necessità di chi lo utilizza. Nella riabilitazione, ad esempio, può essere utilizzato per analizzare movimenti in real-time, nello sport può monitorare e migliorare le proprie abilità, nell’entertainment può essere utilizzato per mixare la musica e controllare un drone, nella domotica per alzare il volume dello stereo o accendere il condizionatore. Ci sono cardiofrequenzimetri e bracciali di ogni genere e tipo, smartwatch, persino action camera per immortalare in video le nostre imprese più o meno assurde. Insomma, la tecnologia indossabile non ci lascerà mai più: non solo perché è cool, ma anche, e soprattutto, perché è utile.

I numeri di un mercato in grande espansione
Giusto per darvi qualche numero, lo scorso anno i dispositivi di wearable technology venduti nel mondo sono stati 19 milioni, oltre 600 mila solo in Italia. Noi siamo forti nella produzione di dispostivi medicali soprattutto, e a seguire quelli legati al mondo del wellness e del fitness, del gaming, della sicurezza e della domotica. Un settore in grandissima espansione, di cui, forse, si parla ancora poco.

Il WTT, il primo evento in Europa «made in Turin»
Da qui l'idea che hanno avuto i ragazzi di JEToP, Junior Entreprise Torino Politecnico, associazione di studenti nata con l’obiettivo di creare un contatto diretto tra il mondo del lavoro e quello dell’università: una grande fiera aperta a tutti e completamente gratuita per presentare anche ai meno tecnologici la tecnologia indossabile del futuro. Il Wearable Tech Torino, che si terrà al Lingotto venerdì 20 e sabato 21 novembre, è il primo evento di questo tipo in tutta Europa.

I talk per scoprire il presente (e il futuro) delle wearable tech
Sapevate che il primo esempio di tecnologia indossabile risale al 1959 o che la tuta di Iron Man esiste davvero e può aiutare migliaia di persone? Di questo e molto altro si parlerà a Torino: di tutti i vantaggi dei dispositivi da indossare, di cosa aspettarsi per il futuro, di realtà virtuale e immersività in spazi virtuali, di ricerca per la riabilitazione e la prevenzione, di gaming, di automotive, di speciali «ricette» per muscoli artificiali, di smart textiles, persino del guardaroba di un astronauta (qui il programma completo degli incontri).

I workshop per i più curiosi
Se volete mettervi alla prova potrete anche seguire dei workshop (qui il programma completo) e toccare con mano tutti gli aspetti dello sviluppo di un nuovo wearable. Due ore, trenta posti, in una serie di laboratori per apprendere tutto, dalla progettazione del prodotto fino alla realizzazione di una campagna di crowdfunding di successo: Android Wear, ecosistema IOT di Microsoft, Microsoft Band 2 e altro.

L'hackathon per chi ha le idee giuste (il 14 e 15 novembre)
Il mercato wearable è in fortissima espansione e, per questo motivo, sempre aperto a nuove sfide e alla ricerca di nuove ambiti di applicazione. Per questo il WTT-Wearable Tech Torino sarà non soltanto una fiera arricchita da workshop e conferenze, ma vedrà anche, esattamente una settimana prima, il 14 e 15 novembre, un’hackathon dedicata alle tecnologie indossabili. Un evento che mira alla creazione di nuovi paradigmi sia a livello di software, ma anche a livello di hardware, facendosi promotore di possibili nuove realtà per il futuro di questa tecnologia. I partecipanti avranno a disposizione poco meno di 36 ore di tempo per sviluppare un prototipo funzionante. La location dell’evento sarà l’I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, nonché partner tecnico della competizione, insieme all’ausilio di Treatabit. La componentistica verrà fornita da tre realtà aziendali multinazionali, anch’esse partner dell’evento; la componentistica e la sensoristica verrà fornita da STMicroelectronics, i devices da Google, tramite il GDG Torino. I 130 partecipanti totali si suddivideranno in team che, formati da mentor di Google, Microsoft e STMicroelectronics, si impegneranno per sviluppare un prototipo che mostri le funzionalità di una nuova soluzione in campo software, sviluppando su Android Wear, oppure di un nuovo wearable sviluppato su ST Nucleo.

I premi per i migliori
Il team vincitore della competizione verrà premiato durante la cerimonia di chiusura del WTT, ricevendo l’opportunità di presentare la propria idea davanti ad una platea di manager, business angels e giornalisti. E non è tutto: la miglior idea di software riceverà come premio uno smartwatch e 150 euro di pubblicità su Google Play per lanciare la propria applicazione, mentre la miglior idea hardware riceverà un buono di 150 euro da spendere per l’acquisto di sensoristica AdaFruit ed un buono di 350 euro per la realizzazione di schede di sviluppo. Inoltre I3P darà ad uno dei team la possibilità di godere di un periodo di preincubazione gratuito.