14 maggio 2021
Aggiornato 13:00
Con l'ambizione di prendere il Comune a primo turno

Airaudo, ecco perché mi candido a sindaco

Se ne era parlato nei giorni scorsi, ma adesso c'è l'ufficialità: Giorgio Airaudo, ex sindacalista Fiom e deputato, scende in campo per la poltrona di sindaco di Torino.

TORINO - Se ne era parlato nei giorni scorsi, ma adesso c'è l'ufficialità: Giorgio Airaudo, ex sindacalista Fiom e deputato, scende in campo per la poltrona di sindaco di Torino.
«Non siamo qui per incoronare un nuovo piccolo Cesare, ma mi candido per creare un'alternativa a sinistra, che si è esaurita e ha mancato il suo compito. Il centrosinistra non è riuscito a tenere insieme Torino. Centoventimila piemontesi sono assistiti dal Banco Alimentare e questo non è normale», ha detto Airaudo alla Vetreria di Torino, dove oggi a pranzo ha dato appuntamento ai suoi sostenitori per sciogliere le riserve sulla sua candidatura.

A raccogliere l'appello dell'ex sindacalista per «costruire un percorso insieme e ricostruire una comunità» sabato erano circa 500 persone: molti i volti della Fiom, esponenti locali di Sel e Prc, ma anche persone comuni.

Ancora non è chiaro se ci sarà una ricandidatura di Piero Fassino alle prossime comunali, ma di certo c'è che Airaudo punta a ricompattare all'ombra della Mole le anime della sinistra, che non si riconoscono nel Pd, da Sel a Prc fino a Sinistra Italiana e a portare a casa i voti di operai e del mondo del lavoro, che negli anni della crisi «a Torino hanno pagato il prezzo più alto».

Fassino non viene mai nominato, ma ad un certo punto Airaudo butta lì: «Era necessario fare una lista alternativa, perché una storia si è esaurita, non si vive di ricordi, ma di proposte e soluzioni per il presente. Non c'è bisogno di conservare il governo della città in termini museali. Torino, dove si è costruita la carta di identità della sinistra italiana, ha ancora molto da dire. Bisogna rompere un coperchio sulla città che non premia il merito. Basta con quei pochi che gestiscono il declino, facendo fuggire i giovani all'estero».

«Abbiamo l'ambizione di prendere molti voti e il Comune al primo turno» ha attaccato Airaudo. Quanto alle indiscrezioni giornalistiche su una sorta di patto segreto col Movimento 5 Stelle, in chiave anti Pd, ha rimarcato: «Si è detto che avevamo dei segreti. Non conosco la candidata del Movimento 5 Stelle (Claudia Appendino, ndr). Trovo un po' ridicolo che si parli di patti. Noi non avremo segreti: non ci nascondiamo dietro 100 firme di torinesi che contano o intellettuali. Non ci siamo inventati primarie farsa». E a rinforzare il messaggio che l'alleanza con i 5 stelle non è praticabile, ha aggiunto: «Quell'alleanza non è disponibile, noi corriamo una partita autonoma da tutti, anche da quelli che ci propongono vicesindaco e strapuntini. Siamo autonomi da chi pensa a scambi preventivi».

La campagna elettorale sarà «fatta a piedi, un viaggio a piedi in questa città» ha promesso Airaudo, che lancia la proposta di «aprire una campagna di piccoli incontri, gruppi di 5/6 persone, a casa, dalla parrucchiera, sulla panchina, per mettere a punto idee e ricostruire una comunità».

Idee che si coaguleranno in un programma entro un mese. «Prima di Natale, il 19-20 dicembre - ha annunciato - faremo una due giorni, in cui presenteremo le nostre idee sui problemi più difficili: lavoro, casa, scuola, rifiuti, smog e salute. Sarà il nostro regalo di Natale alla città di Torino» ha concluso.