18 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Il nostro speciale sul Tff33

Tff33, da Bradley Cooper a Uma Thurman a Mastandrea: il meglio di Festa mobile

Festa mobile 2015 presenta opere fuori concorso e inedite in Italia, che esprimono il meglio della produzione cinematografica internazionale

TORINO - Festa mobile 2015 presenta opere fuori concorso e inedite in Italia, che esprimono il meglio della produzione cinematografica internazionale. Aperta da Suffragette (diretto da Sarah Gavron con Carey Mulligan, Helena Bonham-Carter e Meryl Streep), il film sul movimento delle prime femministe britanniche per ottenere il suffragio universale, la sezione propone film molto attesi, come: Sunset Song di Terence Davies (Gran Premio Torino 2015, del quale viene presentato anche il capolavoro Distant Voices, Still Lives); The Dressmaker, bizzarro apologo dell’australiana Jocelyn Moorhouse interpretato da Kate Winslet; The Lady in the Van, dall’eccentrica storia autobiografica di Alan Bennett, diretto da Nicholas Hytner e interpretato da Maggie Smith; La felicità è un sistema complesso diretto da Gianni Zanasi e interpretato da Valerio Mastandrea, Hadas Yaron e Giuseppe Battiston, dove il dramma della speculazione finanziaria si tinge dei toni surreali della commedia; London Road, l’inquietante musical di Rufus Norris; Burnt, storia d’amore e di cucina con Bradley Cooper, Sienna Miller e Uma Thurman diretta da John Wells; Phantom Boy, noir d’animazione di Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol; Me and Earl and the Dying Girl, la commedia drammatica di Alfonso Gomez-Rejon tra i vincitori del Sundance; Tangerine, il travolgente viaggio di due trans nel cuore di Hollywood diretto da Sean Baker; The Idol, il biopic di Hany Abu-Assad su Mohammad Assaf, il giovanissimo cantante di Gaza vincitore della competizione televisiva Arab Idol; il surreale Comoara di Corneliu Porumboiu; il commovente Brooklyn di John Crowley con Saoirse Ronan.

Insieme ai nuovi film di alcuni grandi autori come Hou Hsiao-Hsien (The Assassin), Alexey German Jr. (Under Electric Clouds), Miguel Gomes (i tre volumi di As mil e uma noites), sono molte le opere di cineasti più giovani proposte in Festa mobile: da Antonia, mélo al femminile di Ferdinando Cito Filomarino, al bel noir francese La résistance de l’air di Fred Grivois a Te prometo anarquía, l’affascinante thriller ambientato tra gli skater di Mexico City da Julio Hernández Cordón, dalla sontuosa epopea civile Gold Coast del danese Daniel Dencik all’affettuoso viaggio attraverso tre generazioni di hongkonghesi di Hong Kong Trilogy, diretto dal regista e direttore della fotografia australiano naturalizzato cinese Christopher Doyle, dallo scozzese Iona (il dramma diretto da Scott Graham, vincitore del TFF 2012 con Shell) e il gallese Just Jim (il coming of age diretto e interpretato dal giovanissimo Craig Roberts), agli americani Lamb (inquietante road movie diretto e interpretato da Ross Partridge), Nasty Baby (la nuova, acida commedia di Sebastián Silva, con Kristen Wiig), Stinking Heaven (film «da camera» di Nathan Silver su un gruppo di amici che, liberatisi dalla droga, condividono una casa nel New Jersey) e The Meddler, la commedia di Lorene Scafaria costruita su una mamma vulcanica e commovente interpretata da Susan Sarandon.

Insieme ai film di finzione, alcuni documentari che, attraverso forti caratterizzazioni, raccontano la nostra storia e, in un caso, alcune storie americane: Oggi insieme domani anche è il nuovo «film partecipato» con cui Antonetta De Lillo affronta il tema dell’amore; Luce mia di Lucio Viglierchio descrive con dolore e pietà i risvolti della malattia; Bambini nel tempo di Roberto Faenza e Filippo Macelloni ricostruisce l’immagine dell’infanzia in Italia attraverso i preziosi materiali di Rai Teche; Ritorno a Spoon River di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, a cent’anni dalla pubblicazione dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, affida agli abitanti di una comunità dell’Illinois la lettura di quelle pagine; Borsalino City di Enrica Viola ricostruisce la nascita e lo sviluppo dell’azienda Borsalino di Alessandria e l’esplosione del mito attraverso il cinema internazionale; e infine Prima che la vita cambi noi di Felice Pesoli racconta il ‘68 milanese da un punto di vista inedito, quello dei movimenti beat e hippie.

Una piccola sottosezione intitolata «Palcoscenico» raggruppa opere molto diverse nelle quali s’intrecciano teatro e cinema: l’anteprima mondiale del recentissimo allestimento del National Theatre di Londra di Hamlet, diretto da Lyndsey Turner e interpretato da Benedict Cumberbatch; Sexxx, il film che Davide Ferrario ha realizzato sul lavoro del coreografo Matteo Levaggi e il Teatro Balletto di Torino; Morituri, il film (e studio teatrale) a tre voci femminili che Daniele Segre ha girato (e messo in scena) nel cimitero sconsacrato di San Pietro in Vincoli di Torino; mentre Sonia Bergamasco introdurrà la proiezione di Palcoscenico di Gregory La Cava, da cui ha tratto ispirazione, insieme alla regista Monica Luccisano, per il loro nuovo lavoro che aprirà la nuova stagione del Teatro Baretti di Torino.

Infine, insieme a Quarto potere, Rapporto confidenziale e L’infernale Quinlan di Orson Welles, la versione restaurata di un capolavoro dell'animazione italiana, West & Soda di Bruno Bozzetto, nel suo cinquantesimo anniversario, due film italiani restaurati dalla Cineteca Nazionale, Giulietta degli spiriti (Italia/Francia, 1965, 150’) di Federico Fellini, con Giulietta Masina, Sandra Milo, Mario Pisu, Valentina Cortese, Sylva Koscina e Terrore nello spazio, il cult movie di fantascienza diretto da Mario Bava nel 1965, e uno restaurato dal Museo del Cinema di Torino, Tragica alba a Dongo di Vittorio Crucillà, il film del 1950 sulle ultime ore di Benito Mussolini, mai uscito nelle sale e considerato a lungo perduto.