16 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Il manifesto di Riccardo Luna

Italian Digital Day, con l'innovazione l'Italia la cambiamo davvero

Alla Reggia di Venaria oggi e domani il primo evento che porterà a un «New Deal» del digitale. Fortemente voluto dal digital champion Riccardo Luna, ci sono al lavoro oltre 1500 innovatori. Domani ospite il premier Renzi

TORINO - «L’innovazione digitale è una priorità». Renzi l'ha sempre detto. Ed è pronto a sostenerlo a gran voce domani alla Reggia di Venaria in occasione del primo Digital Day italiano, dove verrà lanciato un «nuovo patto per il paese». Un «New Deal». Al timone il re dei digital champion, Riccardo Luna, che in qualità di ambasciatore dell'innovazione lavora per ottenere quanto prima un piano di azione con obiettivi da perseguire e tempi da rispettare. Accanto a lui, una squadra di digital champion fatta di oltre 1.500 persone, in campo per sostenere la digitalizzazione del Paese, a partire dalla fatturazione elettronica nella Pubblica Amministrazione.

«Non una festa, non un convegno, ma piuttosto il lancio di un nuovo patto con il Paese. Quale? Lo scriveremo assieme» ha spiegato Luna: il Digital Action Plan, una road-map che uscirà fuori dai lavori di oggi e domani, a fianco di personalità importanti quali l’economista Jeremy Rifkin, il ministro della P.A Marianna Madia, il direttore dell’Agid Antonio Samaritani, il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto. I lavori saranno divisi in quattro sezioni: rete e diritti (internet, banda larga e regole di accesso); agenda digitale (tutte le novità per una P.A. smart); economia (sostegno alle start-up e il progetto fabbrica 4.0); e competenze digitali (con focus su progetti formativi, con il coinvolgimento della scuola, per rimediare ai 23 milioni di italiani analfabeti digitali). Saranno lanciati nuovi siti, app, eventi, progetti. In primis Spid, il sistema pubblico di identità digitale: il cosiddetto Pin unico, insomma, che permetterà di accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione online.

«Nel primo anno e mezzo di vita del governo – ha detto Matteo Renzi – la priorità è stata il salvataggio dell’industria manifatturiera: 43 crisi aperte, un lavoro per far passare dal segno meno al segno più tutti i principali indicatori». Questa prima fase, «portare l’Italia fuori dalle sabbie mobili», possiamo considerarla «una missione compiuta». Il passaggio successivo è quello di riuscire a definire, «a declinare i nuovi paradigmi dell’investimento manifatturiero». E’ ciò che il governo si impegna a fare in sinergia con tutti i ministeri per tenere assieme assieme «non solo l’industria 4.0, ma anche tutte le partite collegate. Ricerca, sviluppo, innovazione, capitale umano chiamano anche un piano per la banda ultra larga, un intervento sulla nuova imprenditorialità, un piano per l’alternanza scuola lavoro». Insomma un percorso di digitalizzazione «che non si limiti ad usare i nuovi strumenti informatici, ma a definire un nuovo modello sociale e produttivo. Sono certo che ce la faremo».

«Se parliamo di digitale, la parola che riassume questo nuovo paradigma è in fondo la più ovvia e quindi anche la più naturale: rete» spiega Riccardo Luna. «Così come è la struttura ininterrotta della maglia a permettere ad una rete di assolvere la sua funzione; così come la continuità tecnologica dell’infrastruttura garantisce il funzionamento di internet; un vero progetto digitale deve essere strutturato ed organico, deve offrire una visione completa ed articolata, deve proporre una idea coerente di futuro».

Se l’Italia ha arrancato più di altri nell’uscire dalla crisi lo si è dovuto soprattutto all’incapacità d’innovare che ha colpito per un certo periodo il nostro Paese, prosegue Luna, «portandoci non ad una totale cessazione della proverbiale inventiva italiana, ma quanto meno a ottenere performance molto al di sotto del nostro potenziale». In un mondo globalizzato che è alla vigilia di quella «impennata tecnologica esponenziale» che molti esperti vedono ormai alle porte, ogni vantaggio competitivo tenderà ad aumentare sul lungo periodo e, in maniera inversamente proporzionale, «ogni svantaggio tenderà a scavare un solco più profondo e difficilmente recuperabile».
Ci sono almeno quattro grandi temi per Luna che procedono di pari passo nell’azione del governo per creare un ecocosistema: il piano infrastrutturale per la banda ultralarga e per i data center pubblici; il progetto Italia Login, la nuova trasformazione digitale dei servizi pubblici online; i progetti di cultura digitale per superare il digital divide; la competitività digitale dalle Startup all’Industria 4.0.