15 settembre 2019
Aggiornato 07:00
Un sistema integrato di azioni

Le 4 azioni concrete della Regione Piemonte contro la violenza sulle donne

Nel 2014 il 31,5% delle donne piemontesi dai 16 ai 70 anni avrebbe subito una forma di violenza fisica oppure sessuale. Ecco cosa ha fatto davvero la nostra Regione per dare un aiuto concreto alle vittime e a chi compie atti di violenza

TORINO - Nel 2014 il 31,5% delle donne piemontesi dai 16 ai 70 anni avrebbe subito una forma di violenza fisica oppure sessuale, un dato tristemente in linea con quello italiano. È questa la fotografia che ha scattato l'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) e dalla quale è voluta partire Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, per presentare il sistema integrato di azioni contro la violenza sulle donne messo in campo in Piemonte. Si tratta di una serie di attività di ambito normativo, di azioni di prevenzione e cultura che mirano a rendere strutturale l'azione regionale contro la violenza sulle donne. L'iniziativa rientra nella serie di eventi promossi dall'assessorato alle Pari Opportunità in occasione della «Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne» che sarà il 25 novembre.

Più consapevolezza sui servizi
«Una maggiore consapevolezza delle donne rispetto a quali sono i servizi offerti dal territorio può portare a un maggior ricorso allo strumento della denuncia contro chi fa violenza e quindi a un aiuto concreto. È attualmente al vaglio della commissione competente il disegno di legge quadro 142 che mette insieme tutte le azioni di contrasto alla violenza sulle donne. Quelle che però abbiamo presentato oggi sono azioni concrete che hanno alle spalle 700.000 euro di risorse; anche in un momento di difficoltà economiche abbiamo voluto destinare fondi alla prevenzione della violenza», ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
Quattro sono le azioni che sono state presentate dall'assessora Cerutti e che offrono risposte contro la violenza sulle donne in ambito normativo, culturale e di prevenzione, azioni concrete.

1. Il Progetto Move Up III in tutte le scuole
Promosso presso tutte le scuole piemontesi in collaborazione con l'assessorato regionale all'Istruzione. Le scuole hanno tempo fino al 15 dicembre prossimo per presentare le proprie richieste di ammissione al Progetto. Sono previsti incontri con gli insegnanti e i dirigenti scolastici, workshop con i genitori, attività di animazione con gli studenti, comprese quelle teatrali per facilitare l’accesso alle tematiche al centro del Progetto e la distribuzione di una selezionata quantità di materiali didattici e di approfondimento, tra cui guide per gli insegnanti e gli studenti, storie illustrate, mappe, video. Il progetto ha ricevuto risorse per 305.000 euro derivanti dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e agisce per il rispetto della diversità, prevenzione della violenza e uso consapevole delle nuove tecnologie.

2. 156mila euro per dare sostegno a chi ha commesso una violenza
La Regione Piemonte vuole fornire ulteriore sostegno ai 17 centri antiviolenza che sono collegati a 9 case protette destinando 156.000 euro per attività volte al sostegno e presa in carico degli autori di violenza. Saranno anche privilegiate attività come l'accoglienza e l'ascolto, l'orientamento, il sostegno psicologico, colloqui orientativi in materia legale, accoglienza residenziale, anche in situazioni di emergenza, percorsi personalizzati di protezione, sostegno ed accompagnamento al recupero dell’autonomia personale e sociale, attività finalizzate alla prevenzione ed all’emersione del fenomeno, formazione/aggiornamento degli operatori, sperimentazione di interventi di presa in carico degli autori della violenza.

3. 250mila euro in più per dare supporto legale alle vititme
La Regione Piemonte implementerà di 250.000 il Fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti. I dati di accesso al Fondo parlano di un aumento delle domande di accesso nell’ultimo anno: 60 le domande di accesso presentate al 30 settembre 2015 contro le 58 domande presentate in tutto l’anno precedente. Questo in presenza di un allargamento della possibilità di ricorrere al gratuito patrocinio a spese dello Stato che è stato ampliato a tutte le vittime di determinati reati connessi alle violenze e ai maltrattamenti. Dal 1 gennaio inoltre la gestione delle domande di ammissione al Fondo e di liquidazione verrà trattata direttamente dalla Regione con un risparmio sulle spese di gestione del Fondo stesso. Venerdì 19 novembre è stata inoltre firmata una Convenzione tra Regione Piemonte e Ordine degli Avvocati di Torino grazie alla quale partiranno corsi di formazione per gli avvocati e le avvocate piemontesi finalizzati al loro aggiornamento in materia di patrocinio di donne vittime di violenza e maltrattamenti e vittime di discriminazione. La Regione Piemonte è la sola Regione che ha istituito il Fondo, ed è la sola Regione che può contare su elenchi di avvocati ed avvocate specializzate in materia di assistenza legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti e di assistenza alle vittime di discriminazione.

4. La promozione del numero verde 1522
La Regione Piemonte ha inviato una lettera a tutti i medici di base sollecitandoli alla promozione del numero verde 1522 esponendo una specifica locandina presso le loro sale d'aspetto. La violenza domestica è la prima causa di aborto spontaneo e i medici di base devono essere consapevoli dell'importanza del loro ruolo e di come possono riconoscere fra le loro pazienti le potenziali vittime di violenza.
«Il nostro obiettivo è che ci siano sempre meno pieghe nel sistema che possano portare a una sottovalutazione del pericolo che corrono le donne che subiscono violenza. Tutte le azioni messe in campo dalla Regione Piemonte possono portare a risultati concreti. Il sistema regionale sta crescendo e crescerà ancora di più con l'approvazione del disegno di legge contro la violenza sulle donne perché diventerà un punto di riferimento strutturale che andrà oltre la sensibilità dei singoli amministratori che si avvicendano nel Governo della Regione» - ha concluso Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.