21 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
I dati dell'Osservatorio Interistituzionale sugli Stranieri

Torino si scopre straniera: in 11 anni più che raddoppiati i non italiani

Tra i cittadini comunitari, la comunità rumena è la più numerosa in Piemonte, con oltre 150mila persone. Seguono i marocchini e gli albanesi. Segnali positivi per quanto riguarda l'integrazione

TORINO - Più che raddoppiata la presenza di stranieri in Piemonte e a Torino negli ultimi 11 anni, mentre rispetto all'anno scorso il numero di stranieri residenti in Piemonte è diminuito. Lo rileva l'Osservatorio Interistituzionale sugli Stranieri a Torino, curato da Prefettura e Città di Torino, il cui 18esimo rapporto è stato presentato oggi.

Quali segnali di integrazione
La popolazione straniera residente in Piemonte dal 2004 al 2015 è passata da 174.144 unità a 425.488 unità, mentre nel territorio della Città metropolitana di Torino gli stranieri sono passati nel giro di undici anni da 86.728 a 222.744. Per quanto riguarda l'integrazione alcuni segnali positivi sono stati evidenziati dalla Prefettura di Torino, come l'aumento delle acquisizioni di cittadinanza italiana (3.324 a fronte dei 1.522 del 2012) e «i dati relativi alla scuola, dove emerge che le scelte della tipologia di scuola superiore e delle facoltà universitarie degli stranieri di seconda generazione, nati in Italia, sono simili a quelle dei coetanei italiani» ha evidenziato Enrico Ricci, prefetto vicario di Torino.

Rumeni i più numerosi
Tra i cittadini comunitari, la comunità rumena è la più numerosa in Piemonte, con oltre 150mila persone. Seguono i marocchini con più di 60 mila residenti e gli albanesi con oltre 46mila persone. «Il dato piemontese è superiore a quello nazionale e su Torino la percentuale è ancora maggiore; è per questo che dobbiamo sventare il pericolo di permettere ai fomentatori di odio di far passare il messaggio che il tema immigrazione debba essere necessariamente associato a quello della sicurezza» ha detto Monica Cerutti, assessore all'immigrazione della Regione Piemonte.

Una legge contro ogni forma di discriminazione
«Abbiamo affrontato la gestione dei richiedenti protezione internazionale, ma il nostro impegno deve essere rivolto anche a tutti, residenti qui da tempo o già nati nel nostro territorio, ed è pensando pure a loro che abbiamo scritto il testo del disegno di legge contro ogni forma di discriminazione che presto discuteremo in Consiglio regionale» ha aggiunto l'assessore.