25 febbraio 2021
Aggiornato 08:00
Cosa ci è piaciuto e cosa no

Mercato Metropolitano, bello sì ma... ancora troppi lavori in corso

Un progetto interessante, figlio dell'esperienza che a Porta Genova a Milano ha coinvolto oltre 3milioni di persone, ma che parte un po' zoppicando: l'inaugurazione ufficiale è il 17. Perché aprire quando i lavori non sono ancora finiti?

TORINO - A Torino un po' di Milano. Sì, perché dopo il grande successo di Porta Genova collegato all'Expo, che ha accolto oltre 3 milioni di persone, è approdato anche sotto la Mole il Mercato Metropolitano. L'idea è interessante: trasformare un vecchio sito cittadino, in questo caso l'antica stazione di Porta Susa, in uno spazio in cui gustare cibi particolari e rigorosamente artigianali, mantenendo il più possibile la storia di quel luogo. 2500 metri quadri, 600 posti a sedere e per il momento 15 botteghe artigianali aperte tutti i giorni dalle 6.30 alle 22.30 (il sabato e la domenica fino a mezzanotte), destinate a raddoppiare nel giro di qualche mese grazie al recupero di un’altra ala della stazione. Il tutto per almeno 9 mesi, poi si vedrà. Parole d'ordine: buono, artigianale, locale e possibilmente bio.

Come la stazione di una volta
L'effetto è davvero strano: entrando, tutto è com'era una volta per andare ai treni, solo che al posto delle biglietterie ora troviamo un bollito e brasati, una pizza, una focaccia ligure, salumi e formaggi Dop, una pasticceria e un'hamburgeria. Nel vecchio bar della stazione, quella a sinistra per capirci, un nuovo bancone di legno, verniciato di nero, che dà quel tocco industrial moderno che tanto piace oggi. I pavimenti sono quelli di una volta. I tavolini sono tutti colorati. Lungo l'antica banchina del binario 1 troviamo tavoloni in legno stile festa della birra con collegamento diretto ai locali interni. Ma per ora sono chiusi. Mangiamo un cheeseburger e poi al bar caffè e brioche. Tutto buono, fresco, artigianale.

Niente Coca Cola o Ferrero, solo artigiani
Nel Mercato Metropolitano «non ci saranno Coca Cola e Ferrero, non ci saranno i grandi marchi della birra», ha spiegato Andrea Rasca, l’imprenditore ideatore del progetto. «Lo spazio è riservato agli artigiani della qualità che offriranno la pizza nella versione del Triveneto, la pasta del Monferrato, il burro della Valle d’Aosta, le nocciole dell’Alta Langa, la focaccia ligure, le birre artigianali. Ma anche gli okonomyaki della cucina tipica di Osaka. Vogliamo offrire ai torinesi, abituati a vivere nella capitale del mangiar bene, il meglio del territorio piemontese ma anche prodotti di qualità insoliti». Anche Banca Intesa Sanpaolo ha fatto la sua parte: ha creato un circuito nazionale che permetterà anche al Mercato Metropolitano di offrire, a rotazione, prodotti artigianali in arrivo da ogni parte d’Italia, attraverso il suo canale di e-commerce Created in Italia.

Cosa abbiamo trovato
Benissimo. Il progetto ci piace. Ma qualche dubbio ce l'abbiamo. Abbiamo trovato poca gente e, soprattutto, un piccolo cantiere ancora in movimento. Ma come? E' aperto, sì, ma in realtà l'inaugurazione ufficiale sarà il 17: manca pochissimo dunque, e gli spazi e gli allestimenti non sono stati ancora ultimati. Tanto per darvi un'idea, mentre prendevamo il caffè due tecnici trapanavano il bancone del bar a due centimetri dal nostro gomito. Fili volanti, luci da sistemare, soffitto ancora tutto da rintonacare (e come dimenticare le volte della stazione prese d'assalto dai piccioni?). Alcune botteghe ancora vuote. Operai dappertutto. Insomma, non proprio un bel biglietto da visita. Dicono che il progetto sia stato messo in piedi in pochissimo tempo: 9 giorni di lavoro, appena 400mila euro di investimento. Ok. Però viene da dire «peccato». Perché bruciarsi l'apertura così, e non attendere invece l'inaugurazione ufficiale quando, si spera, sarà davvero tutto pronto?