16 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Morte Ciro Lo Muscio

«Ciro è stato investito e ucciso in corso Grosseto, chi ha visto ci contatti»

Il fratello dell’uomo investito da un’auto della polizia il 29 dicembre non si dà pace. Sta cercando testimoni che lo aiutino a ricostruire gli ultimi momenti di vita di Ciro. Affissi nel quartiere molti cartelli.

TORINO - Sul suo profilo Facebook amici e parenti lo ricordano e gli mandano continui saluti. La morte di Ciro Lo Muscio, investito da un’auto «civetta» della polizia di Stato il 29 dicembre scorso in corso Grosseto, continua a essere avvolta da un mistero, quello che sta cercando di risolvere con insistenza il fratello Michele che da quella stessa notte è alla ricerca di testimoni che possano aver visto cosa è successo qualche minuto prima delle ore 21. «Ciro è stato investito e ucciso - si legge in alcuni cartelli affissi intorno alla zona dell’incidente -. Vi prego se qualcuno avesse visto qualcosa ci contatti».

La dinamica dell’investimento non è ancora chiara. Pare che qualcuno abbia visto Ciro barcollante e addirittura correre in mezzo alla strada poco prima dell’impatto con la Fiat Punto guidata da un agente di polizia di 26 anni. I familiari però non credono a questa versione. Ciro, 39 anni, era un uomo alto un metro e ottantacinque centimetri per oltre 130 chili di peso e difficilmente si sarebbe messo a correre così dal nulla. Ma ci sarebbe di più. Michele, il fratello, che di mestiere fa il carrozziere, visto come si è ridotta la vettura che ha urtato mortalmente Ciro, non esclude che la velocità fosse di molto superiore a quella consentita in corso Grosseto. Da aggiungere che l’impatto è avvenuto fuori dalle strisce pedonali.

La ricerca di cosa sia successo nella serata del 29 dicembre passa per l’autopsia e per l’esame tossicologico a cui sono stati sottoposti sia la vittima sia l’agente del Commissariato Barriera Nizza e di cui si attendono gli esiti.

Il funerale di Ciro Lo Muscio avrà luogo nella chiesa di Sant’Antonio Abate di piazza Stampalia martedì 5 gennaio alle ore 10.