27 maggio 2020
Aggiornato 02:00
Funerali di Angela Nesta

Chiesa gremita per la donna morta al Sant’Anna con la figlia, l’ultimo saluto del suo quartiere

In tanti questa mattina continuavano a chiedersi il perché di una tragedia simile. Un’unica bara ha accolto i corpi delle due vittime: «Piccola Elisa resterai per sempre tra le braccia della tua mamma»

TORINO - Erano presenti oltre 500 persone questa mattina nella chiesa di Santa Monica in via Vado per dare l’ultimo saluto ad Angela Nesta e alla figlia Elisa, morte entrambe all’ospedale Sant’Anna durante il parto il 26 dicembre scorso. La bara, coperta di fiori bianchi, conteneva entrambe le salme. «Piccola Elisa resterai per sempre tra le braccia della tua mamma - ha detto un amico di famiglia in chiesa aggiungendo -. Per nove mesi hai sentito la voce della tua mamma, vi siete amate senza vedervi».

La cerimonia è stata commovente, così come lo è la tragedia che ha colpito una famiglia che da quattro anni cercava di avere una figlia e, nel momento più bello, il sogno è diventato un incubo. In chiesa il parroco, don Daniele D’Aria, si è rivolto al compagno e papà delle vittime, Francesco Scarlata: «Di fronte alle tragedie è difficile parlare di fede, portate un macigno difficile da sopportare».

Presente anche il padre di Angela Nesta che ha portato dentro la chiesa la bara. All’uscita a dare l’ultimo saluto alle due vittime c’erano tanti palloncini bianchi fatti volare verso il cielo.

LE INDAGINI - Intanto proseguono le indagini. Il primo a chiedere chiarezza sul dramma che si è consumato all’ospedale Sant’Anna è proprio Francesco Scarlata, il quale sin da subito aveva puntato il dito contro i sanitari della struttura di corso Spezia. Gli accertamenti da parte del Ministero per il momento hanno assolto l’ospedale. «Non risultano responsabilità dirette del Sant’Anna - ha detto il ministro Beatrice Lorenzin a SkyTg24 -. Stiamo però anche investigando su tutta la fase precedente all'arrivo in ospedale, di questa come delle altre puerpere, quindi, probabilmente, lì c'è necessità di un rafforzamento di quello che è il monitoraggio e la sorveglianza di gravidanze che possono essere a rischio sul territorio».