7 aprile 2020
Aggiornato 23:30
Non sono bastate le prime due azioni legali

De Tomaso, colletta tra gli ex operai per fare il ricorso in Cassazione

Servono almeno 10 mila euro per fare ricorso e sperare di far rientrare sia lo stabilimento di Grugliasco che i suoi circa 900 dipendenti in un progetto legato agli indiani di Mahindra&Mahindra, la società che ha acquistato Pininfarina

GRUGLIASCO - Raccogliere 10 mila euro con cui presentare un ricorso in Cassazione. Questo è l’obiettivo degli ex lavoratori della De Tomaso che hanno organizzato una colletta per continuare l’opposizione alla cessione del ramo d’azienda avvenuta nel 2009 da parte di Pininfarina a Gian Mario Rossignolo.

Non sono bastate dunque le prime due azioni legali, respinte sia in primo che in secondo grado di giudizio, ora i sette ricorrenti ex dipendenti di quella che fu una grande casa di produzione di automobili torinese puntano alla Corte di Cassazione. L’unico ostacolo è rappresentato dall’elevato costo che ha il ricorso, ma per raggiungere l’obiettivo di far rientrare i circa 900 dipendenti, compreso lo stabilimento alle porte di Grugliasco, nel gruppo indiano Mahindra&Mahindra che ha acquisito Pininfarina, sono disposti a rischiare: «Mahindra potrebbe produrre in Italia un’auto­vettura, anche elettrica, che magari ha program­mato di realizzare all’estero, utilizzando così Pininfarina, non come un biglietto da visita, ma per tutte le sue competenze tecniche e produtti­ve».

Un’altra cosa che gli ex operai dovranno tenere d’occhio è il calendario. Il termine ultimo per presentare il ricorso in Cassazione è nelle prime due settimane di marzo. Una corsa contro il tempo dunque da affrontare con quasi 200 ex lavoratori che da fine dicembre non possono più contare sul più volte prorogato assegno di mobilità o su altro sussidio.