18 agosto 2019
Aggiornato 02:30
Ambiente

Discarica abusiva, 240 tonnellate di rifiuti pericolosi abbandonati in ex rilegatoria

I cumuli di rifiuti erano abbandonati nel piazzale di 8mila metri quadri del capannone. Sequestrati anche 6mila chili di prodotti chimici da decontaminare e olii esausti

BORGARO TORINESE - Circa 240 tonnellate di rifiuti pericolosi, lastre in fibra d’aminato, tubi al neo fluorescenti, materiale plastico altamente infiammabile e circa 6mila chili di prodotti chimici da decontaminare e olii esausti. E’ questo ciò che la guardia di finanza di Torino si è trovata di fronte durante la perlustrazione di un capannone industriale dismesso nel comune di Borsaro Torinese.

Discarica abusiva
Il capannone era utilizzato come discarica non autorizzata. Sul piazzale antistante, esteso per circa 8mila metri quadrati erano, infatti, ben visibili cumuli di rifiuti in evidente stato di abbandono. I finanzieri hanno identificato il proprietario e l’utilizzatore della discarica e, con il costante ausilio di personale dell’Arpa Piemonte, hanno «caratterizzato» i rifiuti, ovvero determinato il processo da cui gli stessi avevano tratto origine. Tali accertamenti hanno confermato la grave pericolosità dei materiali derivanti, in parte, dall’attività di officina meccanica dedicata alla produzione e rilegatoria di volumi e pubblicazioni.

I rifiuti pericolosi
Gli inquirenti, al termine dell’attività, hanno sottoposto a sequestro l’intera area, dove erano stoccati rifiuti speciali e pericolosi per circa 240 tonnellate, gran parte delle quali provenienti da lavori di demolizione. Sono state rinvenute, tra l’altro, lastre in fibra d’amianto, tubi al neon fluorescenti, materiale isolante e plastico altamente infiammabile nonché circa 6mila chili di prodotti chimici da decontaminare e/o olii esausti. Al momento, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria i due amministratori della società per deposito incontrollato di rifiuti.

L’operazione delle fiamme gialle
L’operazione ha consentito di bonificare, in poche settimane, le 8 aree, già oggetto di attività di controllo e adibite all’illecito stoccaggio di rifiuti anche pericolosi per una quantità superiore a 1000 tonnellate, site nei Comuni di San Gillio (TO), Givoletto (TO), Candiolo (TO) e Torino addebitando spese, per oltre 100mila euro, ai responsabili denunciati all’autorità giudiziaria competete evitando così un aggravio per le casse dei vari Comuni. L’attività ha consentito inoltre di contestare e recuperare imposte locali per oltre 15mila euro relative al mancato pagamento di Imu e Ici.