14 maggio 2021
Aggiornato 12:30
Giustizia

Niente pensione per Guariniello, pensa già al suo ritorno: sarà l’avvocato dei deboli

Non potrà però esercitare la professione a Torino nei prossimi due anni per via di una norma che impone il divieto per chi, come lui, ha avuto l’incarico di procuratore

TORINO - Che Raffaele Guariniello andasse in pensione e facesse tutto il giorno il nonno con i suoi nipotini era un’ipotesi a cui pochi credevano. Dopo una vita passata ad ascoltare, studiare le carte e agire in difesa soprattutto dei più deboli, non è facile togliere la giacca e la cravatta e dimenticare le aule di tribunale. Così, a breve, il pubblico ministero più temuto d’Italia potrebbe tornare davanti ai giudici ma con un ruolo diametralmente opposto a quello avuto sino a oggi: l’avvocato.

Lontano da Torino almeno per due anni
Guariniello, 75 anni a marzo, ha vissuto i suoi processi più intensi a Torino, la città in cui risiede da oltre cinquant’anni. Ma sotto la Mole Antonelliana non potrà esercitare la professione di avvocato per almeno i prossimi due anni per via di una norma che impone il divieto per chi, come lui, ha avuto l’incarico di procuratore. Certo, vedendo la stima e le richieste ricevute da tutta Italia in questi anni, non avrà problemi ad avviare un suo studio legale anche oltre i confini sabaudi, a maggior ragione che ora rispetto a prima non avrà problemi di territorialità.

La nuova professione tra qualche settimana
Sono passate solo poche settimane dall’ultima volta che Guariniello ha varcato la porta del suo ufficio al quinto piano del Palazzo di Giustizia. Eppure per lui è come se fosse già passata un’eternità e scalpita per potersi rimettere al lavoro. Tra circa una settimana avrà il via libera con l’iscrizione all’albo e che darà il via a una nuova vita professionale.

Guariniello in sintesi
Senza dubbi il nome di Raffaele Guariniello è conosciuto in tutta Italia. Merito delle sue molte battaglie a difesa di consumatori e lavoratori e per l’indagine per l’abuso di farmaci che coinvolse, almeno inizialmente, diverse società di calcio come la Juventus, il Torino, il Parma e la Roma. Il magistrato alessandrino però è diventato il paladino dei lavoratori quando si è preso in carico il fascicolo sul rogo della ThyssenKrupp del 2007 con un’indagine chiusa in tempi record in soli due mesi e 19 giorni e soprattutto con la contestazione del reato di omicidio volontario con dolo eventuale per gli amministratori dello stabilimento di corso Regina Margherita. Dopo il processo Eternit e le ispezioni per le cellule staminali, Guariniello chiude la sua quarantennale carriera con il caso di Andrea Soldi, il 45enne morto a seguito di Tso in piazzale Umbria.