3 dicembre 2020
Aggiornato 17:30
Festa di San Giovanni

«I fuochi di San Giovanni vanno eliminati, sono come i film di Checco Zalone»

Provocazione del consigliere comunale di Sel, Maurizio Trombotto, secondo cui i botti tradizionali del 24 giugno andrebbero eliminati, come è già successo a Capodanno. In gioco c’è il benessere degli animali

TORINO - Sui fuochi d’artificio se ne sono dette tante fino a oggi, ma paragonarli ai film di Checco Zalone è una cosa nuova. A fare questa provocazione è stato il consigliere di Sel Maurizio Trombotto che, contrario ai botti di San Giovanni, ha affermato che festeggiare in questo modo «è una cosa che non eleva la cultura di questa città, ma basta vedere il successo dei film di Checco Zalone per capire che siamo a un livello basso».

«Botti a Capodanno no, perché a San Giovanni sì?»
La disputa è nata dal fatto che a Capodanno i fuochi d’artificio sono stati vietati dalla Città di Torino mentre per il giorno di San Giovanni no. «Un numero consistente di amministrazioni comunali sostituisce i classici fuochi, comprensivi degli effetti sonori oltre che scenici, con botti non rumorosi o comunque con effetti sonori decisamente attenuati - evidenzia il consigliere Trombotto -. L’amministrazione è poco coraggiosa perché avrebbe potuto innovare e cambiare, cosa che spero si possa fare in futuro». Per il consigliere in gioco c’è il benessere degli animali, motivazione che nel 2015 ha portato proprio il Comune di Torino lanciare la campagna «Gli animali valgono più di un botto» rifacendosi al Regolamento per la tutela e il benessere degli animali della Città che, al comma 1 dell’articolo 9, riconosce come «l’attivazione dei petardi e fuochi d’artificio e simili possano configurarsi come comportamento lesivo nei confronti degli animali». Un divieto valido però solo per i festeggiamenti del nuovo anno. «La festa di San Giovanni - dice ancora Trombotto - è una festa di origine pagana legata ai riti del cambiamento che si trascina da tanti e tanti anni faticosamente e piace solo a una parte della cittadinanza. Siamo a un livello basso - conclude - spero si possa tornare a volare più in alto e trovare qualcosa di diverso».

La protesta non ferma i botti di San Giovanni
I fuochi d’artificio il prossimo 24 giugno ci saranno come ogni anno. Le proteste non sono servite a cambiare una tradizione che vede migliaia di torinesi e turisti riunirsi nelle piazze di Torino per vedere lo spettacolo pirotecnico. Il cronoprogramma prevede una Commissione comunale sul tema tra poche ore e il passo successivo sarà quello di fare il bando da cui uscirà il soggetto che si occuperà materialmente dei festeggiamenti, botti compresi. «Siamo sempre stati a disposizione del Consiglio comunale sul fare o meno i fuochi di San Giovanni così come i festeggiamenti tradizionali - afferma l’assessore allo Sport, Stefano Gallo -. In assenza di questi proseguiremo come sempre. Abbiamo già eliminato i botti iniziali e finali che sono quelli di maggiore impatto sonoro».