23 settembre 2019
Aggiornato 07:00
Manifestazione di Calais

Manifestazione al porto di Calais, due torinesi fermate in Francia: rischiano l'espulsione

Martina Losano e Valentina Vitanza rischiano ora di essere cacciate dalla Francia. Al momento si trovato all'interno del CRA di Lille, un centro di detenzione amministrativa, in stato di fermo con l'accusa di disturbo dell'ordine pubblico

CALAIS - «Martina libera», «Libertà per Martina e per tutte le compagne e i compagni fermati». Queste due delle tante frasi scritte sul profilo di Martina Losano, studentessa torinese di 25 anni fermata domenica sera dalla gendarmeria per aver preso parte alla manifestazione al porto di Calais, nel Nord della Francia. Lei, che studia a Parigi, faceva parte del gruppo di circa 2mila persone - tra migranti e antagonisti - che ha protestato per le condizioni di vita della tendopoli «Jungle» e per il blocco degli ingressi nel Regno Unito, dove molti dei richiedenti asilo politico vogliono emigrare. Tra i manifestanti c'era appunto Martina Losano. Insieme a lei un'altra torinese: Valentina Vitanza di 27 anni.

Le due torinesi rischiano l'espulsione dalla Francia
Martina Losano e Valentina Vitanza rischiano ora di essere cacciate dalla Francia. Al momento si trovato all'interno del CRA di Lille, un centro di detenzione amministrativa, in stato di fermo con l'accusa di disturbo dell'ordine pubblico. Prima degli attentati di Parigi nei CRA si stava massimo 24 ore, tempistica modificata in seguito alla strage del 13 novembre scorso. E così le due ragazze torinesi si trovano ancora in stato di fermo con il rischio di un'espulsione dalla Francia in seguito alle leggi e ai poteri speciali introdotti con lo stato di emergenza decretato da Hollande. Di più sul loro futuro se ne saprà venerdì, giorno entro il quale avranno l'udienza.

La protesta di Calais: 35 fermati
Nonostante l'ingente dispiegamento delle forze dell'ordine, alcuni migranti hanno assalito prima la casa di un residente di Calais che protestava contro la loro manifestazione. Poi si sono riversati nel porto dove sono state sfondate le barriere poste a protezione dei moli e sono saliti su un traghetto facendo un'occupazione simbolica. In totale la gendarmeria ha fermato 35 manifestanti, per 11 dei quali è stato convalidato l'arresto e disposto il processo per direttissima.