3 dicembre 2020
Aggiornato 18:00
Dalla Sala Rossa

La festa di San Giovanni senza più i botti, si va verso i fuochi d’artificio «silenziati»

Entro marzo l’assessorato allo Sport dovrà presentare uno studio di fattibilità finalizzato all’organizzazione con minor impatto acustico possibile dello spettacolo o, in alternativa, di uno spettacolo di luci e suoni

TORINO - Dopo lo spettacolo pirotecnico della notte di Capodanno, anche quello del 24 giugno, quando Torino festeggia il patrono San Giovanni, è destinato a mutare da come siamo abituati a conoscerlo. Niente più botti e fuochi artificiali, si va verso qualcosa di alternativo che sia magari più luminoso ma sicuramente meno rumoroso. A chiederlo è stato il Consiglio comunale approvando una mozione presentata dal consigliere Maurizio Trombotto di Sel che, qualche tempo fa, aveva criticato duramente il modo attuale di festeggiare perché irrispettoso degli animali e delle persone anziane. A pensarla come lui sono parecchi cittadini, tanto che l’assessorato allo Sport di Stefano Gallo dovrà presentare entro marzo uno studio di fattibilità finalizzato all’organizzazione con minor impatto acustico possibile dello spettacolo o, in alternativa, di uno spettacolo di luci e suoni.

I festeggiamenti cambiano dal prossimo anno, nel 2017
Qualsiasi cosa proporrà l’assessorato non sarà realizzabile nell’immediato, ma bisognerà attendere il 2017. Per quest’anno si cercherà comunque di fare meno «rumore» possibile per poi rivoluzionare il tutto dodici mesi dopo. Tra le alternative proposte ci sono spettacoli di luci «silenziati», oppure uno spettacolo d’acqua. Quello da valutare però saranno anche i costi che ogni ipotesi prevede. «Non illudetevi troppo», chiosa il consigliere del Movimento 5 Stelle, Vittorio Bertola, «il testo definitivo dice all'amministrazione comunale di ‘presentare entro marzo 2016 uno studio di fattibili’, e solo come alternativa di uno ‘spettacolo di luci e suoni’. Comunque, è un piccolo passo avanti e ben venga, anche se alla fine sarà la prossima amministrazione a decidere davvero cosa fare». Nei prossimi mesi se ne saprà di più.