2 luglio 2020
Aggiornato 12:00
Il Festival della canzone

Ezio Bosso, il pianista e compositore torinese che commuove Sanremo

Le note e le parole dell'artista, costretto in carrozzina dopo una malattia neurodegenerativa, hanno strappato la standing ovation di tutto il Teatro Ariston

SANREMO - «Ricordatevi sempre che la musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme». E' con questa frase, dopo aver presentato al Festival la sua canzone, Following a bird, che Ezio Bosso ha strappato la standing ovation di tutto il Teatro Ariston. Il compositore, nato 44 anni fa Torino, nel 2011 ha contratto una malattia neurodegenerativa, che lo ha costretto su una sedia a rotelle.

L'amore per la musica più forte della malattia
Nonostante i disagi portati dalla malattia e da una complicata operazione al cervello, il compositore non ha mai smesso di dedicare ogni istante della propria vita alla musica. L'amore e la dedizione verso questa forma d'arte, gli ha permesso di diventare uno degli artisti italiani più conosciuti e apprezzati in ogni angolo del mondo. Dall'Australia agli Stati Uniti, passando per l'Europa, In tanti anni di carriera, Bosso ha vinto decine di premi e riconoscimenti.

Un sogno chiamato Festival
Il pianista torinese, nonostante i riconoscimenti internazionali conseguiti in carriera, ha sempre sognato di suonare a Sanremo. Al termine della sua stupenda esibizione, con poche parole ha voluto lasciare un messaggio di speranza a tutte le persone che, sfortunatamente, soffrono ogni giorno: «La musica, come diceva il maestro Claudio Abbado, è la nostra vera terapia».