27 maggio 2020
Aggiornato 02:30
Approfondimento

La movida di San Salvario nuoce in primis ai bambini: «Abbiamo paura ad andare a letto»

Urla, bottiglie che si rompono e un rumore oltre i decibel «normali» ad ogni ora della notte al martedì alla domenica. Se prima a lamentarsi erano gli adulti, ora il problema ha un nuovo punto di vista: quello dei bambini

TORINO - La movida di San Salvario torna a far discutere, questa volta però sotto un nuovo punto di vista: quello dei bambini. A lamentarsi fino a oggi, anche con petizioni ed esposti, erano stati i residenti stufi di quei giovani senza regole e irrispettosi di chi vive sopra gli oltre 110 locali che tutte le sere vendono da bere. Adesso invece sono i bambini a dire «basta», anche se lo fanno attraverso i loro genitori. Cosa che, ovviamente, non poteva che essere così.

«Mia figlia di 10 anni ha paura a mettersi a letto»
«Papà ho paura ad andare in camera da letto con tutti quei rumori», questa è una delle tante frasi che molti genitori residenti nelle vie del quartiere San Salvario si sentono dire dai propri figli quasi tutte le sere. La movida vive sempre, in particolare dal giovedì alla domenica, ma spesso anche di martedì e mercoledì. Giorni della settimana in cui i bambini vanno a dormire presto perché la mattina hanno la scuola e il riposo è fondamentale per essere concentrati e apprendere. «C’è però anche un altro problema non secondario», ci dice Paolo Visconti, uno dei residenti più attivi contro la movida selvaggia, «i bambini vivono ancora di fantasie, sognano e si immaginano spesso ciò che non c’è. Quando mia figlia si mette a letto sente rumori di ogni genere, urla disumane e tanto altro si spaventa anche perché non capisce se arrivano dalla strada questi rumori o dalla sua camera». D’altronde è così, i bambini hanno paura dei minimi rumori o di quelli forti e improvvisi come i tuoni nel bel mezzo di un temporale, figurarsi quando senza sosta sono costretti a sentire rumori a decibel molto alti. «Il problema del non dormire lo accusano soprattutto a scuola i nostri bambini quando non riescono a concentrarsi sulle lezioni», aggiunge ancora Visconti ponendo l’accento su una cosa, «per capire quanto sia fastidioso il baccano si pensi che sono molti i residenti che nelle notti dei fine settimana spostano il materasso in cucina pur di riuscire a riposare».

Un esposto a favore dei bambini
Lino Sacchi ha firmato già diverse petizioni per difendere il suo quartiere. E’ un residente che in passato, pur di far sentire la sua voce in mezzo a tante urla notturne, aveva mandato un esposto all’ormai ex procuratore generale Marcello Maddalena ricevendo risposta da quest’ultimo in cui gli veniva detto che il problema della movida ben nota alla Procura ma non trattandosi di reato penale era di competenza della polizia municipale. Ora Lino ha deciso di tornare alla carica, questa volta proprio in difesa dei più piccoli che ogni giorno frequentano il quartiere tra corso Marconi, via Belfiore e corso Massimo d’Azeglio. «Sto preparando un nuovo esposto», ci confida, «ho dei documenti che comprovano che tutto questo rumore ripetuto fa male al cervello dei bambini e non solo perché non dormono. In casa mia ho misurato i decibel e sono di molto superiore a quanto dovrebbe essere in un normale appartamento di città». Il dato rilevato sarebbe di 70, un numero indicato come rumore certamente fastidioso e probabilmente nocivo.

Esistono due quartieri San Salvario
«Il quartiere è diviso in due: quello che vive durante il giorno e quello della notte». A dirlo è Mario Cornelio Levi, il presidente della Circoscrizione 8 che da anni si occupa non solo del problema movida selvaggia, ma anche dello spaccio, dei parcheggi e di tante altre problematiche del quartiere. «Passate durante il giorno a San Salvario: è tutto normale, è un quartiere molto bello che fa dell’integrazione il suo punto di forza e si vive in quiete. Bambini e ragazzi giocano insieme. Di sera e notte invece si trasforma con la movida selvaggia, uno di quei temi che più volte ho portato all’attenzione di Prefetto e Questore. I residenti hanno ragione a lamentarsi, deve cambiare qualcosa anche se non è facile».