19 ottobre 2019
Aggiornato 11:00
La denuncia di Cittadinanzattiva Piemonte

Borgo d'Ale, "orribili" maltrattamenti a disabili e anziani

"Com'è possibile che strutture come questa vengano accreditate solo accertando il rispetto di criteri formali e non anche sulla base di verifiche periodiche sulle condizioni igieniche e sui comportamenti del personale?"

TORINO - "Le immagini pubblicate dalla polizia fanno venire i brividi ed è tremendo pensare che le violenze siano state rivolte a persone fragili, impossibilitate a difendersi e spaventate». Questo il commento di Alessio Terzi, segretario di Cittadinanzattiva Piemonte, in merito all'intervento della Polizia nella residenza "La Consolata" per anziani e disabili di Borgo d'Ale. "Fa impressione l'ampio coinvolgimento di tutto il personale in simili sevizie. Ci auguriamo che tutti i responsabili siano rapidamente giudicati e adeguatamente puniti ma questo non basta. E' necessario occuparsi come prevenire questi episodi, sapendo che l'invio di ispettori o l'inasprimento delle pene da soli non sono deterrenti sufficienti".

Non un fatto isolato
Questo è un evento "sentinella" e, secondo i responsabili locali del Tribunale per i diritti del malato, sarebbe un "errore" dare per scontato che sia un fatto isolato. "Apprezziamo il lavoro della polizia e della Magistratura, che hanno permesso l'accertamento di questi episodi vergognosi. Ma ci chiediamo anche se sia possibile ridurre il tempo a telecamere accese prima di intervenire, evitando il più possibile che le vittime continuino a vivere nella paura e nella violenza", ha aggiunto Terzi.

Verificare subito la gestione di queste strutture
Per prevenire il ripetersi di questi episodi crediamo "urgente e improcrastinabile" l'avvio di una più precisa verifica sulla gestione di strutture sociosanitarie o di alloggio, a partire da quelle per anziani e per disabili. "Non è possibile che le stesse vengano "accreditate" solo accertando rispetto di criteri formali, ma sono necessarie verifiche periodiche sulle condizioni igieniche e sui comportamenti del personale".

Basta orari di accesso rigidi
In generale, ha quindi concluso Terzi, la gestione di queste strutture va resa più trasparente, anche abolendo gli orari "rigidi" di accesso per i familiari e favorendo la "verifica partecipata del livello di umanizzazione" come si sta già facendo, nella nostra regione, per gli ospedali. Occorre anche favorire la segnalazione dei familiari e degli stessi dipendenti delle strutture e prevedere procedure di intervento più snelle in questi casi".