15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Un grande successo per l'evento

U2 a Torino, 6 milioni di euro la ricaduta economica in città

Le due date al Pala Alpitour di Bono & co. hanno registrato 28mila presenze, di cui oltre l’80% provenienti da fuori Torino. Con un pernottamento di 1-2 giorni e una spesa media giornaliera di 129 euro al giorno, la spesa diretta del pubblico ha raggiunto un valore pari a 5,3 milioni di euro

TORINO - L'investimento culturale premia ancora una volta Torino. Lo dimostrano, ultimi, i numeri delle due tappe cittadine del tour degli U2, le uniche italiane, che hanno generato una ricaduta economica di ben 5,7 milioni di euro. Sì, avete letto bene. Il dato arriva da uno studio realizzato dalla Fondazione Fitzcarraldo per la Camera di commercio, nell'ambito delle attività dell'Osservatorio Culturale del Piemonte. Le due date al Pala Alpitour del 4 e 5 settembre scorsi della band irlandese hanno registrato 28mila presenze, di cui oltre l’80% provenienti da fuori Torino. Con un pernottamento di 1-2 giorni e una spesa media giornaliera di 129 euro al giorno, la spesa diretta del pubblico ha raggiunto un valore pari a 5,3 milioni di euro, a cui si aggiungono 420mila euro di costi di produzione.

Torino una delle principali mete turistiche
«Il bello del vivere nella nostra città è che si svolgono un crescendo di manifestazioni culturali ed artistiche che di fatto l’hanno resa una delle principali mete turistiche» ha evidenziato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino. «Mi fa piacere ricordare che, grazie alla lungimiranza di chi ha voluto investire anche nella cultura e nell’arte, il settore del turismo è cresciuto negli ultimi anni di più del 40%». In particolare un doppio appuntamento come quello degli U2 attira un pubblico non solo locale: lo studio ha infatti calcolato che l’80% proveniva da fuori città, si è fermato in media una o due notti e nel 57% dei casi ha scelto le strutture alberghiere cittadine, occupando oltre 6mila camere. Non solo: un terzo degli spettatori arrivati in città per il concerto non era mai stato prima a Torino. «Quest’ultimo dato ci fa quindi considerare i 5,7 milioni di euro di ricadute dirette una stima prudente: ogni importante evento cittadino, infatti, tra passaparola e successivi ritorni in città, innesca un effetto moltiplicatore ancora maggiore».

Il tipo di pubblico
Gli spettatori sono stati complessivamente 28mila, provenienti da tutta Italia e dall’estero, ma in minima parte dall’area metropolitana (12%). Leggermente superiore la percentuale di uomini (53,1%) rispetto alle donne (46,9%). Prevalgono i trentenni (circa il 36% del totale), ma sono molto presenti anche i quarantenni (quasi il 30%) e i ventenni (25,4%): età media 36 anni. Ben l'80% delle persone è arrivata da fuori Piemonte. Il 74% da diverse regioni italiane, soprattutto Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, ma anche dal centro sud. Più bassa la quota di spettatori stranieri, pari al 6%. Un pubblico che si è mosso proprio per seguire un evento unico, l'evento musicale dell'anno come l'hanno definito in molti.

Il soggiorno a Torino
Il 60% del pubblico che ha assistito ai concerti degli U2 ha scelto di fermarsi a Torino. Nel 49,3% dei casi per una o due notti, il 10% si è fermato più a lungo. Nel 90% dei casi la sistemazione è stata in città, principalmente in strutture alberghiere. Un terzo degli spettatori venuti da fuori non era mai stato a Torino prima del concerto.

La spesa media
Chi spende di più a Torino è ovviamente chi viene dall’estero, con una media di 286 euro al giorno. La spesa per spettatore varia significativamente a seconda del tipo di pubblico, ma in media si assesta sui 129 euro al giorno. Chi non è mai stato a Torino ha speso in media leggermente di più rispetto a chi già conosceva la città (171 euro rispetto a 108) e si dedica di più ad attività extra concerto, tipo lo shopping (il 21% rispetto al 13,4% di chi era già stato a Torino), la visita a musei e beni culturali (43,1% rispetto al 36,3%) e la frequentazione della vita notturna cittadina (14,9% rispetto al 14,7%).

La ricaduta economica dell’evento
La ricaduta economica diretta è stata pari a 5,3 milioni di euro. Non considerando i torinesi, si stima che le 14.526 persone che si sono fermate a Torino per il solo tempo del concerto oppure pernottando una notte abbiano prodotto tra il 4 e il 5 settembre circa 1.765.060 euro di spesa. Chi si è fermato per 2-3 notti (6.768 persone) ha invece generato una ricaduta complessiva di 2.446.503 euro, mentre la spesa dei 2.036 turisti che hanno soggiornato per un periodo ancora più lungo è stata di 1.113.128 euro. A queste cifre vanno aggiunti i costi di produzione, pari a circa 420 mila euro: questa cifra mette insieme gli incassi del Parco Olimpico (220mila euro di biglietti e affitto strutture) e tutti i costi operativi che ricadono direttamente sul territorio, pari a 200mila euro, tra i quali le spese di comunicazione nell’area di Torino, gli impieghi di personale locale, l’ospitalità per lo staff della band (130 persone per circa 10 giorni).